Voi che siete lì è un brano dei Pooh del 1976 a tema autobiografico, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori e contiene un assolo di chitarra elettrica.
Il brano è inedito, ossia non è stato pubblicato su un disco ufficiale.
Il protagonista parla agli spettatori e ricorda gli amici persi lungo la carriera nonché le emozioni, le difficoltà e le nostalgie durante e dopo ogni concerto.
Note e curiosità
Si tratta di una prima versione della musica che diverrà "Rotolando respirando", proposta inizialmente come strumentale di stacco nei tour 1974 e 1975.
Il brano è stato proposto nei tour 1976 e 1977, a inizio spettacolo o come finale, con un testo che spesso cambiava di tappa in tappa.
Citazioni
Brevi amori inafferrabili / gente che non vedi più / frasi dette per metà / diecimila miglia fa / che nessuno chiuderà...
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Streaming
Il brano non è stato pubblicato ufficialmente, pertanto non può essere reso disponibile nei servizi di streaming musicale ufficiali.
Fine 1976. Bisogna allestire il tour teatrale di presentazione dell'album Poohlover e nel frattempo a Facchinetti è arrivato il Polymoog, il nuovo sintetizzatore polifonico della Moog. Roby aveva già acquistato a Londra, direttamente da Bob Moog, il suo primo Minimoog alla fine del 1971 e aveva cominciato ad usarlo nelle registrazioni dell'album Alessandra.
Ma il Polymoog era un'altra cosa: a differenza del Mini Moog permetteva di suonare ad accordi, più suoni contemporaneamente, come accade naturalmente nel pianoforte.
Sicuramente Facchinetti, davanti a tanta meraviglia e tecnologia, la prima cosa che cominciò a studiare sul nuovo synth furono i suoi arpeggi, i momenti musicali più caratteristici, che aveva già espresso nei precedenti album (es. Parsifal e Il tempo, una donna, la Città).
E provando e studiando creò una sequenza di arpeggi "percorrendo" i primi cinque gradi della scala di RE Minore e tessendo una tela sino ad arrivare al LA Maggiore.
Questo arpeggio iconico fu in pratica la prima frase musicale che Facchinetti suonò in pubblico con il suo nuovo strumento: "Voi che siete lì" è infatti il brano d'apertura del tour di presentazione di Poohlover.
Il suono usato, che Facchinetti utilizzerà in molti altri brani tanto da renderlo "identificativo" della musica Pooh di una certa epoca. è una sorta di clavicembalo elettronico, un po' più corposo e meno pizzicato del clavicembalo.
Il brano inizia quindi con una ripetizione di questo storico arpeggio; nella seconda volta entra anche una chitarra molto aggressiva e scalpitante che conduce al tema del brano: la famosa frase in RE Minore che successivamente diventerà la frase strumentale del brano "Rotolando Respirando".
In questa frase Facchinetti e Battaglia suonano insieme e Roby, con la sinistra, si appoggia al suono di coro sintetizzato del Mellotron per dare una sorta di appoggio armonico alle parti soliste.
Sulla prima parte solista entrano anche piano basso e batteria ma la sorpresa arriva quando inizia il drumming del brano: è un tempo sincopato, con il basso che anticipa la nota, suonando in levare, seguendo il drumming di D'Orazio che è molto atipico e che sarà usato anche nell'incisione su disco di "Rotolando Respirando".
Dopo questa doppia esecuzione della frase strumentale torna l'arpeggio e finalmente arriva il canto corale armonizzato su un ride ribattuto da D'Orazio e Facchinetti che suona ad ottavi ribattuti gli accordi sul Polymoog.
Dopo questa prima frase il brano ritrova la ritmica completa con la chitarra elettrica che tesse un contrappunto al canto.
Torna nuovamente la frase strumentale con Polymoog e chitarra elettrica che si muove discendendo nella scala di RE Minore armonica.
Dopo due parti strumentali, arriva una parte più dolce e malinconica cantata da Facchinetti con una chitarra elettrica che riempie in modo magistrale tutte le parti lasciate vuote dal canto. Facchinetti tiene gli accordi sul Polymoog e Battaglia lo incalza con un controcanto magistrale.
Alla fine di questa parte cantata, riprende l'iconica frase strumentale con chitarra e Polymoog fino ad arrivare ad una scala di RE Minore armonica discendente che addirittura si muove prima in sedicesimi, poi in terzine e infine in trentaduesimi, per finire sull'accordo di RE Minore fermandosi di netto.
Un brano molto energico, suonato dal vivo nello stesso concerto per ben due volte, all'inizio e alla fine.