Per noi che sogniamo

Io sono il vento e quel giorno ero là

Io sono il vento e quel giorno ero là è un brano dei Pooh del 1976 a tema storico, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori.

Informazioni generali

Significato del testo

La celebrazione del festival musicale di Woodstock del 1969 raccontata dal punto di vista del vento come testimone degli eventi.

Citazioni

  • Io sono il vento / e quel giorno ero là / c'ero per caso chissà / tre giorni e tre notti / d'estate restai / sogni di suono guidai.
  • Splendida e strana / improvvisa marea / mille colori e un'idea...

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Fiati
Chitarra elettrica
Pianoforte
Tastiera Le Logan

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Io sono il vento e quel giorno ero là" non può definirsi un brano strutturato nella tipica forma canzone. Infatti non esiste né un A b A b C né un vero e proprio finale: il brano è composto da un modulo che viene ripetuto per tre volte. Innanzitutto c'è un inizio strumentale in cui una chitarra elettrica con una sonorità molto pop/rock introduce a quello che sarà il "modulo" della canzone. Gli altri strumenti presenti sono basso, batteria, pianoforte ed una tastiera che riproduce un suono "finto" di archi: nel 1976 erano in auge tastiere come la "Le Logan" che riproduceva suoni di archi, ancora senza usare la tecnica del campionamento ma solo tramite sintesi. Detta tastiera venne poi usata dal vivo nel tour di presentazione dell'album Poohlover, posizionata sotto la steel guitar di Battaglia. Aveva quindi un doppio fine: sorreggere la steel guitar ed essere usata da Battaglia in rinforzo a Facchinetti su brani dove occorreva un ulteriore suono di archi. Il modulo del brano consiste di due parti: il primo con proclamazione e racconto, strutturato su quattro accordi tutti maggiori, FA, DO, MIb e SIb. Dopo questo primo "racconto" arriva la seconda parte del modulo con un accordo minore, il RE, che porta a una successione di accordi quali il SIb, il DO Maggiore e il SOL Maggiore. Subito dopo, la seconda parte del "modulo" viene ripetuta ripartendo dal RE Minore ma a questo punto per ricominciare il modulo dall'inizio, dopo il SOL Maggiore viene usato il LA Maggiore che diventa accordo quasi di sospensione verso qualcosa che... invece si ripete uguale. Da notare nella seconda parte del modulo l'uso di un piatto ride che batte i dodicesimi terzinati della battuta e soprattutto un ribattuto di archi sui quarti della battuta, realizzato sempre con l'ausilio di una tastiera e non con archi reali. La seconda e terza volta il modulo viene accompagnato da una chitarra elettrica che tesse una scrittura molto simile a quella dell'introduzione, arricchendo non poco il "mood" del brano. Alla fine della terza volta, dopo il LA Maggiore, il brano ha una svolta: rimangono da sole le voci accompagnate da claps per nove battute, alla nona delle quali rientrano gli strumenti e arriva la modulazione in SOL maggiore. Il finale del brano è arricchito anche dalla presenza di fiati orchestrali, quasi a declamare una festa della Musica, visto che la canzone celebra il festival musicale di Woodstock del 1969.

Discografia

Album

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni