Per noi che sogniamo

Storia di una lacrima

Storia di una lacrima è un brano dei Pooh del 1976 a tema favola e metafora, scritto da D'Orazio e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia, Canzian e Facchinetti con cori.

Informazioni generali

Significato del testo

Il brano in modo favolesco racconta il ciclo dell'acqua a partire dalla lacrima di una bambina. Nelle parole di D'Orazio "è una favola sulla caduta dei sogni, soprattutto, che scrissi riscoprendo un mio scritto adolescenziale del ginnasio".

Note e curiosità

  • Nel tour 1975 è stata proposta "Immagini della fantasia", uno strumentale che poi diverrà l'introduzione di questo brano.
  • D'Orazio in seguito ha tratto dal proprio testo una vera favola per bambini, inserita in un libro pubblicato per beneficienza.

Citazioni

  • Da una bimba e un pianto nacque lei / piena di paura e ingenuità / trasparente agli occhi si affacciò / dalle chiare ciglia venne giù / e brillando scese / lungo quel bel viso / poi volò col vento / su nel cielo...

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Orchestra

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Storia di una lacrima" inizia e termina con una parte strumentale che spesso I Pooh hanno usato nei concerti degli anni Settanta per creare dei momenti strumentali di "sospensione" o di introduzione ad altri brani. Questa introduzione/finale è molto interessante: innanzitutto è in tonalità maggiore (LA) anche se il brano effettivamente poi si sviluppa interamente in LA Minore. In questa parte la fanno da padrone strumenti acustici quali il flauto e il glockenspiel. Dal vivo questa parte strumentale durava anche parecchi minuti perché dava l'idea di una "sospensione" temporanea tra due brani magari anche molto diversi. Nella registrazione su disco l'atmosfera di flauti, kalimba e glockenspiele viene messa da parte e sostituita da una chitarra elettrica arpeggiata, effettata con il flanger, già in tonalità minore, che ricorda le chitarre effettate utilizzate nell'album precedente, "Forse ancora poesia". La prima strofa è interamente cantata da Battaglia, appoggiato al suo strumento che continua l'arpeggio. La seconda strofa vede il canto di Facchinetti e la presenza dell'orchestra che sottolinea i momenti in cui la voce non è presente. Dopo questa seconda strofa arriva nel brano una sorta di sviluppo della stessa strofa che introduce al canto del ritornello, quasi gridato da Facchinetti. Da notare l'abilissima orchestrazione del Maestro Monaldi che contrappunta efficacemente le note acute della frase cantata del ritornello. Il ritornello termina con un coro a quattro voci dove l'orchestra crea l'andamento ritmico della parte finale dello stesso ritornello. La terza strofa è affidata al canto di Canzian, sempre accompagnato dall'orchestrazione di Monaldi. Il secondo ritornello termina con un coro armonizzato del gruppo e immediatamente dopo riprende la parte usate nell'introduzione, sempre in LA Maggiore, che dolcemente accompagna l'ascoltatore verso la fine del brano.

Discografia

Album

Collegamenti esterni