Quaderno di donna è un brano dei Pooh del 1978 a tema ritratti e diritti, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori e contiene un assolo di chitarra elettrica.
Un uomo rivede un'amica conosciuta al tempo delle proteste femministe per i diritti delle donne e le chiede com'è proseguita la sua vita da allora, quanti e quali sacrifici ha affrontato per vivere in completa autonomia.
Note e curiosità
Facchinetti ha utilizzato alcune delle situazioni narrate in questo brano all'interno di un capitolo del suo romanzo "Katy per sempre".
Citazioni
Io mi ricordo / una piazza di donne / e il mio rischio / di essere maschio / e gridavi / "Io vivo! Non sono un oggetto!" / raccontala adesso / la libera scelta / che scelta non è!
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.
"Quaderno di donna" è un brano nervoso, pieno di tensione, quasi di elettricità. I Pooh riescono anche musicalmente ad inquadrare l'argomento che affronta il testo.
L'intro strumentale parte subito: un ribattuto di Polymoog con gli accordi di RE Minore e SI Bemolle minore, con una chitarra molto nervosa, distorta, che regala un riff molto veloce e dall'esecuzione molto difficile; si aggiungono il basso ed il pianoforte nelle ottave basse che suona all'unisono con il basso. Così facendo si crea una tensione emotiva che, unita anche al crescere del volume, porta l'ascoltatore verso il climax del brano.
La parte introduttiva continua con un crescendo ulteriore, sempre con lo scambio degli stessi accordi, ma stavolta si aggiunge la batteria, anch'essa con dei piatti continui su ogni quarto; la chitarra raddoppia la traccia, Battaglia esegue una sovraincisione su un'altra ottava e una terza sovraincisione armonizzata per terza minore sugli accordi.
Dopo questo inizio nervoso, arriva la frase strumentale in FA Maggiore che allenta un po' la tensione e viene cantata dalla chitarra elettrica di Battaglia, sempre sullo scambio stavolta degli accordi FA Maggiore e SI Bemolle Minore.
Ad un certo punto il brano quasi presenta la strofa che sta per iniziare: il basso rimane sulla tonica di FA, Battaglia riprende il riff veloce con la sua chitarra, Facchinetti argomenta gli accordi con delle frasi al pianoforte e i quattro Pooh intonano un coro leggerissimo con una "AAHH" aperta come ad addolcire tutta la tensione creata nelle battute precedenti.
Facchinetti intona la strofa in un iniziale scambio di accordi di FA Maggiore e SI Bemolle minore ma ad un certo punto vira su un RE Minore e qui scopriamo la maestria dell'arrangiamento affidato a Battaglia e al suo "vestire" i brani in un modo inconsueto.
Battaglia riprende il suo riff ma affianca allo stesso una contromelodia, sempre suonata dalla chitarra, "inseguendo" quasi, una terza sotto, la voce di Facchinetti.
La strofa continua e Battaglia richiama sempre alla chitarra elettrica il tema della parte strumentale, suonando su due tracce distinte la frase, armonizzandola in terze.
Arriva un inusuale ritornello che non è nient'altro che lo sviluppo cantato a quattro voci della parte strumentale iniziale: batteria sempre violenta e sempre sui crash, basso che si muove sempre quasi rabbioso sulle note degli accordi e la chitarra che incarna ancora una volta tutta la violenza del testo amplificandone la tensione.
Per diminuire questa intensità, i Pooh nel terminare il ritornello ricorrono ad un leggero rallentamento del tempo metronomico, facendo riapparire nuovamente la parte strumentale di presentazione della strofa.
Ecco che arriva nuovamente la strofa sempre con lo stesso organico strumentale.
Stavolta la strofa viene elegantemente "interrotta" dal coro dei quattro che cantano la parte del ritornello innescandola genialmente all'interno della strofa stessa, trovata davvero furba anche a livello armonico.
Facchinetti continua la sua strofa, sempre con la presenza degli strumenti come nella prima strofa.
E arriva nuovamente la "violenza" sonora del ritornello che termina ancora una volta rallentando e lasciando il posto alla parte strumentale.
Visto che questa parte strumentale è la "materializzazione" del brano, forse la parte più iconica, i Pooh la propongono anche sul finale in un nuovo crescendo: chitarra che parte di nuovo con il suo riff, basso che suona con fraseggi che non sembrano da basso, Polymoog che duplica il pianoforte e alla fine, nell'ultima parte, Battaglia che raddoppia ancora una volta la frase del riff alla chitarra in un'ottava più alta.
Questo brano potrebbe tranquillamente essere definito come un'intensa rappresentazione musicale di una tensione continua realizzata sia dall'arrangiamento molto particolare che Monaldi assegna ad un Battaglia molto "energico" ma anche dallo scambio continuo dei due accordi della tonalità di FA che creano un "elastico" continuo.