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Il ragazzo del cielo (Lindbergh)

Il ragazzo del cielo (Lindbergh) è un brano dei Pooh del 1978 a tema viaggi, ritratti e storico, scritto da Negrini e composto da Canzian e Facchinetti.
Il brano è cantato da Canzian e Facchinetti con cori.

Informazioni generali

Significato del testo

Il brano racconta in forma poetica la prima traversata dell'Atlantico in solitaria e senza scalo, compiuta da Charles Lindbergh fra il 20 e il 22 maggio 1927.

Note e curiosità

  • Nel testo è citato "il porto di Brest". Brest è una città portuale francese situata nella regione della Bretagna. Si tratta di un importante porto commerciale, posizionato all'estremità occidentale del Paese.
  • Negrini ha pensato testo di questo brano mentre studiava per ottenere il brevetto di pilota di veivoli ultraleggeri.

Citazioni

  • La luna silenziosa / fu stupita, fu curiosa / ma tu chi sei? / Perché tu sai volare? / Così parlò la luna all'aviatore.
  • Ma dove in quel momento era notte / c'è chi sorpreso / vide la luna fare un sorriso.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Sintetizzatore Mellotronics Mellotron
Sintetizzatore Moog Music Polymoog
Steel guitar Fender Dual 8 Professional 1950 (natural)
Tastiera

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Il ragazzo del cielo (Lindbergh)" chiude l'album Boomerang ed è forse il brano più evocativo, più lontano alla forma canzone rispetto agli altri dello stesso album e sicuramente più vicino ai cosiddetti brani "epici" della discografia del gruppo. Nella sua prima esecuzione dal vivo dell'estate del 1978, il brano sorprese il pubblico perché proprio sulle sue note fece per la prima volta la comparsa il raggio laser aperto come a voler formare sopra le teste della band e di tutto il pubblico un cielo azzurro pieno di nuvole che si muovevano velocemente (con l'ausilio del fumo scenico mosso da ventilatori). Nessuno ancora in Italia aveva usato dal vivo quest'effetto e fu davvero un grande shock scenico per il pubblico assistere ogni sera a questa particolarissima scenografia che accompagnava il brano. "Il ragazzo del cielo (Lindbergh)" inizia con una rarefatta atmosfera in MI Maggiore, realizzata con suoni di pad synth ma soprattutto con la chitarra di Battaglia con l'ausilio di una tecnica particolare: aprire e chiudere il volume della chitarra con l'anulare della mano destra, come a voler far uscire un suono sempre privo di attacco, simile a quello di un violino. E poi quella frase iconica di basso fretless attraverso la quale Canzian caratterizza tutto l'inizio del brano e che sembra accompagnare per l'appunto una trasvolata transoceanica. Su questa atmosfera si muove il canto di Canzian in un semi falsetto, con qualche colpo di timpano molto riverberato come a voler segnare leggermente il tempo del brano che non viene mai manifestato platealmente. I timpani danno contezza al brano introducendo due frasi affrontate vocalmente da tutti e quattro, armonizzate "alla Pooh". A queste due frasi Canzian risponde di nuovo da solo, con altrettante due frasi sempre in semi-falsetto. Il basso svirgola con dei glissati morbidi, proprio come ad accarezzare la frase melodica del canto, tornando sulla nota MI alla fine della melodia. E adesso inizia un nuovo racconto, una parte con una nuova struttura anche strumentale. Entra a supporto il Mellotron di Facchinetti, con il fatidico suono che riproduce i cori; il brano comincia a spostarsi pian piano dall'accordo di MI Maggiore, trovandosi prima sull'accordo di FA# minore, e poi su un SOL Maggiore, momento in cui la chitarra prende quasi coscienza di sé, abbandona il suono soffuso e fraseggia con un riff su ottave acute, con un suono distorto e molto presente. Il brano vira quindi in LA Maggiore e subito dopo in LA Minore, con il Mellotron sempre più presente e ancora una volta tutto si sviluppa in un nuovo mondo sonoro. Inizia un momento ritmico-sonoro dove fanno la parte del leone il Mellotron e il rullante della batteria. In questo momento molto ritmico la chitarra di Battaglia tesse la struttura del brano, conducendo pian piano l'ascoltatore verso la nuova parte del brano. In questo incedere ritmico, ad un certo punto D'Orazio oltre al rullante crea un botta e risposta tra rullante e cassa come ad anticipare il tempo che sopraggiunge nelle ultime due battute di questa parte strumentale. Il brano quindi si posiziona in LA Minore e il canto viene affidato a Facchinetti; gli accordi sono semplici ma i due accordi successivi al LA Minore, il SOL e il FA Maggiore, vengono sorretti rispettivamente da un basso sulla nota SI e dal basso sulla nota LA, quindi con dei rivolti che danno una particolare sensazione all'armonia del brano. La chitarra elettrica è sempre presente con un nuovo fraseggio mentre il Polymoog circonda il brano con degli accordi con un filtro rotatorio ad una velocità lenta. Ad un certo punto viene creata una tensione in MI Maggiore che viene ripresa strumentalmente e soprattutto vocalmente, prima da un semplice coro che ricalca le note della melodia e poi da un successivo coro armonizzato dei quattro che chiude la prima esecuzione. Il canto riprende sempre supportato dalla chitarra elettrica che stavolta riprende in sottofondo la parte strumentale appena eseguita. Ed ecco che la tensione ricompare, con la stessa modalità di prima, prima cantata, poi con un coro sulla melodia ed infine con un coro armonizzato. A questo punto il brano verte sul finale strumentale; la prima esecuzione è lasciata alle tastiere, alla chitarra elettrica e ad un coro lasciato basso nel missaggio. Nella seconda ed ultima parte il coro aumenta molto di volume, la chitarra elettrica non recita più la melodia ma si muove sul fraseggio sulla nota dell'accordo. Il finale è ancora spiazzante: viene evidenziata la parte strumentale, spezzando il tempo e chiudendo il brano all'improvviso, lasciando l'ascoltatore nella sospensione dell'accordo di MI Maggiore che sembra, per l'appunto, non chiudere il brano. "Il ragazzo del cielo (Lindbergh)" è un brano in cui i Pooh hanno sperimentato diverse nuove soluzioni, sia vocali che strumentali. Entrato di diritto nella serie dei brani "epici" dei Pooh, ha sempre rappresentato un momento molto intenso dei concerti nei quali è stato eseguito.

Discografia

Album

Altre versioni

Cover

  • 2013 Bruno Alessandro, Desirée Noferini, Fabrizio Manfredi, Foxy John e Walter Bucciarelli nell'album "Voci per Valerio" (YouTube)
    Rilettura in forma di audio-dramma.

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni