Per noi che sogniamo

Odissey

Odissey è un brano strumentale dei Pooh del 1978 composto da Facchinetti.

Informazioni generali

Note e curiosità

  • Brano utilizzato come sigla e tema della miniserie "Racconti fantastici" che propose quattro storie liberamente tratte da alcuni dei racconti più celebri di Edgar Allan Poe.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Charleston elettronico
Chitarra elettrica
Hand drum Suonata con bacchette da timpani.
Mandolino
Tastiera
Pianoforte
Sintetizzatore Mellotronics Mellotron
Sintetizzatore Oberheim EVS 8 voice
Xilofono

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Odissey" insieme a "Fantastic Fly" è un brano strumentale atipico per i Pooh, usato come colonna sonora nello sceneggiato televisivo "Racconti Fantastici di Edgar Allan Poe". Se "Fantastic Fly" venne utilizzato come sigla iniziale dello sceneggiato, "Odissey" non fu mai usato nello sceneggiato nella forma della versione discografica. Nella colonna sonora infatti venne usata molto frequentemente la seconda parte di Odissey, quella che parte in MI Minore, rallentandola molto e sfruttandola come musica di sottofondo in momenti di estrema tensione mista quasi a paura. La versione discografica di "Odissey" parte con una corposa presenza di chitarra e basso all'unisono che suonano una frase che rimarrà presente come supporto al brano almeno in questa parte strumentale che parte in LA Minore. Dopo la prima esecuzione di sola chitarra e basso, un particolare passaggio di D'Orazio all'Hand Drum (suonata però con delle bacchette da timpani), dà il via alla melodia del brano eseguita da Facchinetti con un suono di synth in LA minore. Dopo l'esecuzione della prima frase, il brano scende di mezzo tono e Facchinetti cambia il registro in un suono abbastanza soffiato, presumibilmente creato dall'Oberheim a 8 voci. Ma ancora una volta, dopo l'esecuzione della melodia in LA Bemolle minore, il brano cambia accordo e si muove in DO Minore, poi SI Bemolle minore, poi di nuovo LA Bemolle minore e poi ricomincia a risalire toccando il Si Bemolle minore, il DO Minore ed infine il MI Minore, accordo dominante del LA Minore. La successione degli accordi è particolare, Facchinetti ha usato una sequenza simile in un brano di qualche anno prima, "Il tempo, una donna, la città" proprio per rappresentare quasi un sogno, una parte del racconto non reale. Il susseguirsi di questi accordi non propriamente "consonanti" dà all'ascoltatore una certa tensione, molto efficace a sottolineare le immagini di uno sceneggiato di racconti che spesso vertevano su misteri irrisolti. Nel missaggio si avverte anche la presenza di un charleston elettronico che suddivide la battuta in sedicesimi, pattern ritmico che verrà tenuto in sottofondo anche nei momenti successivi. Dopo il MI Minore, il brano riparte con l'ingresso della ritmica ma basso e chitarra continuano a suonare all'unisono la frase che avevano eseguito nella parte iniziale. Entra in sottofondo il Mellotron con il suono di archi marcatamente sintetizzato. Nello scambio di accordi minori dal DO Minore in avanti, entra anche un pianoforte che arpeggia in modo classico gli accordi del brano. Si arriva quindi alla seconda parte del brano che parte in MI Minore. Gli accordi di questa nuova melodia sono molto atipici. Ecco la sequenza: MI Minore, LA Bemolle minore, DO Minore, MI Bemolle Minore, SI Bemolle Minore, DO Minore. La melodia è basata sulle note degli accordi, viene eseguita da synth mentre la chitarra in sottofondo esegue una particolare frase ritmica con la batteria che non suona il tempo ma accompagna questa parte con dei fill di floor tom. La ripresa della prima parte del brano stavolta è affidata alla chitarra elettrica distorta di Battaglia, sempre con il Mellotron a sottolineare gli accordi; la risposta alla melodia, appena scende di mezzo tono in LA Bemolle minore, viene stavolta affidata ad un synth e allo xilofono di D'Orazio. Il brano riprende adesso come nella prima parte, con lo stesso organico, synth e pianoforte in arpeggio. E a questo punto torna ancora una volta la parte centrale del brano. Da notare in questa parte che, se alla chitarra viene affidato quasi interamente il supporto ritmico, il basso invece vira verso dei glissati da un accordo all'altro, eseguiti sul basso senza tasti da Canzian. La fine del brano è affidata ad una domanda e risposta tra vari strumenti: chitarra elettrica con mandolino, poi chitarra elettrica e xilofono. La melodia riprende la sua parte come nelle sezioni precedenti ma il botta e risposta della melodia con i vari strumenti rimane sempre in LA Minore mentre sotto cambiano gli accordi. Alla fine, tutti gli strumenti che si erano scambiati la domanda e la risposta si uniscono nella melodia per far terminare il brano con il volume in dissolvenza. Odissey è un brano parecchio particolare; chi volesse provare a riprodurlo al pianoforte affidando alla sinistra la partitura del basso e alla destra la melodia del brano, troverebbe non poche difficoltà in quanto le due mani eseguono delle melodie completamente diverse ma assolutamente sovrapponibili.

Discografia

Album

Singoli

  • 1978 Fantastic Fly - Odissey

Cover

  • 2024 Gianluca Rando nell'album "Plays Pooh" (YouTube)
    Versione strumentale alla chitarra classica, riarrangiata totalmente.

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni