Per noi che sogniamo

Oceano

Oceano è un brano dei Pooh del 1975 a tema introspettivo e viaggi, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia e Facchinetti.

Informazioni generali

Significato del testo

Il protagonista intraprende un viaggio, fisico e interiore, verso nuove mete e verso la maturità che gli darà, presto, il diventare padre.

Note e curiosità

  • Dopo aver letto il testo di Negrini, Facchinetti modificò lo spartito per rendere anche in musica il viaggio e il desiderio di infinito narrato dalle parole.

Citazioni

  • Dietro di me / terre di uomini / sopra di me / mondi di nuvole.
  • Che mai dirà / lei quando in casa mia / gente verrà / per farle dire se / sono un pazzo o se l'idea / di quest'avventura mia / io l'avevo in mente già / nei tranquilli giorni là?

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Orchestra
Pianoforte

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Oceano" è davvero un mondo a parte. Un brano che da sempre ha rappresentato una pietra miliare nella storia musicale dei Pooh, proprio perché è un esperimento perfettamente riuscito di fusione tra il mondo pop rock e quello sinfonico, fortemente voluto e caldeggiato dalla produzione di Lucariello. L'introduzione, con una corona e poi dei sedicesimi eseguiti da violoncelli, chitarra, pianoforte sapientemente mixati, già nell'immediato porta l'ascoltatore verso un nuovo orizzonte sonoro. Il SI naturale quasi gridato dalla voce di Facchinetti veste una prima parte del brano senza ritmica con un pianoforte quasi rabbioso ed un'orchestra che lascia note lunghe e sospese. La seconda parte del brano arriva con un clavicembalo e un'orchestra che recita una melodia doppiata dal basso, tessitura che sarà ripresa parecchie volte dal basso e dall'orchestra. Qui accade ciò che l'ascoltatore non si aspetta: nessun ritornello ma una parte strumentale in crescendo per ben tre volte, quasi un bolero, prima cantato solo dai violoncelli a cui si aggiungono i violini e la chitarra elettrica nella seconda ripetizione e che nella terza vede sempre di più la presenza della ritmica e del basso. A questo punto il brano riprende con la strofa e l'introduzione della ritmica, con la presenza di una chitarra elettrica che recita, insieme all'orchestra e al basso, l'iconica frase strumentale. Ancora una volta, dopo le due strofe, arriva l'interludio con il clavicembalo e con l'orchestra che tesse di nuovo, anche con il basso, la contro melodia sotto la parte cantata. Ed ecco che la frase strumentale, peraltro abbastanza complicata in quanto formata da battute miste di 4/4, 2/4 e 3/4, rientra in tutto il suo vigore anche con l'aggiunta di un recitato, su ottave diverse, affidato a una chitarra elettrica. La conclusione del brano, sempre in crescendo, porta a una fine rabbiosa, con un rullante serrato a rimarcare l'orchestra che si ferma su una corona di LA che cresce e poi muore lentamente.

Discografia

Album

Cover

  • 2019 Dodi Battaglia nell'album "Perle - Mondi senza età" (YouTube)

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni