Per noi che sogniamo

Eleonora, mia madre

Eleonora, mia madre è un brano dei Pooh del 1975 a tema genitori e ritratti, scritto da D'Orazio e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Canzian e Facchinetti con strofe alternate e contiene un assolo di tastiera.

Informazioni generali

Significato del testo

Una ragazza madre rinuncia alla giovinezza per crescere il figlio da sola. Un giorno in un baule ritrova il vestito della sua gioventù e si perde nei ricordi. Contemporaneamente il figlio, osservandola di nascosto, si rende conto del sacrificio della madre per lui.

Note e curiosità

  • Si tratta del primo testo scritto da D'Orazio per i Pooh.
  • D'Orazio ha raccontato che Negrini gli ha dato alcuni consigli e, invertendo l'ordine di alcune parole, ha impreziosito il testo.
  • Eleonora è un nome di fantasia. Il titolo, che riassume il senso della canzone, è stato inventato dal produttore Lucariello.

Citazioni

  • Tra le cose vecchie / quel vestito lungo / dei vent'anni tuoi / come allora bello / coi merletti / non più bianchi per l'età.
  • Donna mai ma senza / mai rimpianti / la rinuncia / del tuo tempo / la tua unica / ragione / sempre io.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Orchestra
Sintetizzatore Mellotronics Mellotron
Pianoforte

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

In "Eleonora, mia madre" è evidente la volontà di Lucariello di fondere le due anime dei Pooh, band elettrica e dal sapore sinfonico monumentale. L'introduzione del brano è affidata ad una chitarra elettrica arpeggiata con un chorus che addolcisce il tema orchestrale che si muove in ottavi staccati; immediatamente partono anche il basso e la batteria e non appena inizia il canto di Canzian, l'orchestra smette gli staccati (tranne nelle parti in cui manca il canto) e si allarga con degli appoggi armonici. Anche in questo caso non si può parlare effettivamente di strofa e ritornello nella forma canonica. Dopo le prime due parti uguali e ripetute si presenta un breve momento di sospensione affidato al canto di Facchinetti dove appare, forse per la prima volta nel repertorio Pooh, lo strumento Mellotron utilizzato per riprodurre un coro. Il Mellotron supporta magistralmente questa breve parte cantata. E anche stavolta l'invenzione: il brano muta il suo tempo in 3/4 e "accende" un valzer malinconico in LA Minore affidato al pianoforte. La seconda parte del valzer è arricchita dalla batteria, dal basso e dall'orchestra che tesse la ormai solida contro melodia del Maestro Monaldi. Subito dopo, il brano ricomincia esattamente come nell'introduzione. Riparte la parte cantata che si sviluppa e si accorcia ripetendo solo due volte la seconda parte della strofa. E di nuovo torna la struggente malinconia del valzer in LA Minore affidato al pianoforte. Il valzer procede sino alla fine del brano e già dalla seconda volta entra anche la batteria. Cosa molto particolare, il brano tende ad accelerare il suo tempo metronomico sempre di più sino alla fine, una soluzione che i Pooh non riutilizzeranno in seguito, lasciandola come marchio riconoscibile di "Eleonora, mia madre".

Discografia

Album

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni