Per noi che sogniamo

Zero, un minuto e...

Zero, un minuto e... è un brano dei Pooh del 1969 a tema introspettivo, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Fogli.

Informazioni generali

Significato del testo

Durante tempi difficili per l'umanità un bambino nasce in una famiglia che però forse non lo voleva...

Note e curiosità

  • Il brano fa parte del concept album "Memorie" che racconta la vita di un personaggio immaginario dalla nascita alla vecchiaia.
  • Nell'introduzione è stato inserito un frammento di audio nel quale Facchinetti pronuncia delle frasi che vorrebbero ricordare i toni di un discorso di Hitler. In realtà, ascoltandolo al contrario, si può udire un giovanissimo Facchinetti urlare parolacce in bergamasco.

Citazioni

  • C'era profumo di neve / pianse una stella per me / chissà perché.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Campane tubolari orchestrali
Chitarra elettrica
Flauto traverso
Tastiera

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Zero, un minuto e..." è la prima traccia dell'album "Memorie" che nella fattispecie era stato concepito dai Pooh come un concept album. Per creare questo tipo di atmosfera, i Pooh ricorrono a degli artifizi sonori, inserendo all'inizio del brano una piccolissima parte della V Sinfonia di Beethoven, registrazioni di rumori, di pianini da giostra e, soprattutto, una registrazione di Facchinetti che urla in bergamasco come un dittatore alle folle. Dopo questa introduzione "sonora" che termina con il vagito di un neonato, arriva la parte musicale introdotta dall'orchestra, dal basso e da un arpeggio realizzato da un clavicembalo che arpeggia gli accordi del brano in LA Maggiore. Arriva la strofa cantata che si appoggia sempre sul basso, sul clavicembalo e sull'orchestra che si muove in sottofondo su ottave più basse, come a voler dare più "corpo" all'immagine sonora. La strofa viene ripetuta una seconda volta e tocca l'accordo di DO# Maggiore che precede una frase orchestrale che "presenta" il ritornello. Nel ritornello viene aggiunta anche la ritmica ed un pianoforte ma questi due strumenti vengono inseriti in maniera delicata e soprattutto con un volume molto basso, lasciati proprio in sottofondo. Sotto al canto del ritornello l'orchestra tesse una contromelodia molto importante per il brano, rimanendo nel missaggio ad un volume abbastanza sostenuto in confronto anche alla stessa parte cantata. Alla fine del ritornello la ritmica cessa e riprende l'atmosfera quasi soffusa della strofa, sempre realizzata con basso, clavicembalo ed orchestra. In questa nuova strofa viene aggiunto anche un coro in sottofondo. Stessa soluzione armonica per il passaggio al successivo ritornello. Alla fine del ritornello arriva l'ultima strofa in cui sono presenti un flauto traverso e addirittura le campane tubolari orchestrali. Il flauto rimane quindi il protagonista di una melodia che chiude il brano con una nota finale LA eseguita dalle campane tubolari.

Discografia

Album

Collegamenti esterni