E poi vedo lei
E poi vedo lei è un brano dei Pooh del 1969 a tema amore, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Fogli e contiene un assolo di basso.
Il brano è inedito, ossia non è stato pubblicato su un disco ufficiale.
Contenuti della scheda
Informazioni generali
Significato del testo
Lei lo lascia per un altro. Lui è combattuto fra il desiderio di lasciarla andare e la disperazione di accettare la separazione.
Note e curiosità
- Il brano potrebbe essere stato scartato dal concept album "Memorie" ed è stato pubblicato solo su raccolte non ufficiali della Vedette.
Citazioni
- Gira la testa e poi chiuso lì / l'amore fra di noi muore qui / spero che non vorrai / proprio adesso cambiare idea / è già tanta fatica andarsene via.
- Vattene subito / chiamami stupido / lui sa comprenderti / prendilo subito / potrebbe andarsene / meglio di no.
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
Il brano non è stato pubblicato ufficialmente, pertanto non può essere reso disponibile nei servizi di streaming musicale ufficiali.
Dettagli brano
- Anno: 1969 (altri del 1969)
- Durata: 03:12 / 192s
- Inedito (altri inediti)
- ISWC: T-005.024.547-0 / 0050245470
- Musica:
- Testo:
- Arrangiamento:
-
Tema:
- Amore (altre con questo tema)
Caratteristiche brano
- Intro: strumentale
- Assolo: basso
- Finale: strumentale (sfumato)
- Interpreti:
-
Impronta vocale:
- Fogli
- Tonalità
- SOL Minore / Gm (simili)
- Tempo e BPM
- 4/4 ♩ = 110 (prevalente) (altri con questo BPM)
- 3/4 ♩ = 176 (parte del valzer) (altri con questo BPM)
Strumenti
| Strumento | Modello | Note |
|---|---|---|
| Basso | ||
| Batteria | ||
| Chitarra elettrica | ||
| Organo elettrico | ||
| Pianoforte |
Analisi musicale
A cura di Dino Pizzuto
"E poi vedo lei" è un buon esperimento rock per una band che era ancora in cerca del proprio "posto" nel mercato discografico.
Il brano inizia con uno strumentale affidato dapprima ad una frase di basso che accoglie dopo quattro battute la ritmica, degli strappi all'organo elettronico, la chitarra elettrica ritmica con degli accennati power chords ed infine una chitarra elettrica solista distorta, proprio come una suite iniziale di un brano prettamente rock.
Su questo tappeto dal sound poco italiano inizia la melodia anch'essa poco riconducibile alla classica canzone italiana. Provando infatti a cantare la canzone in un finto inglese se ne trova forse la vera natura.
La seconda strofa viene legata alla prima da un accenno solista della chitarra elettrica che era rimasta "sopita" sotto la melodia del canto.
Ed ecco che alla fine della seconda strofa arriva un cambio repentino che stupisce non poco l'ascoltatore: dopo un sottolineare con basso e chitarra quasi all'unisono la nota SOL avviene un cambio del tempo, da 4/4 ad un valzer in ¾ e arriva quindi questa nuova melodia nel ritornello, forse più vicina alla canzone italiana, ma che mantiene sotto l'organico strumentale della parte iniziale.
Infatti, esaurito il suo compito con questa parte in ¾, il brano torna ruvido, in 4/4 con la chitarra elettrica distorta sempre molto presente che riaccenna ad un breve solo a collegare la nuova strofa.
Arriva quindi una pausa strumentale un po' più lunga tra le due strofe, in cui non succede nulla, si rimane in attesa che qualcosa cambi ma... torna di nuovo la strofa.
Il brano termina con un nuovo ritornello sempre in ¾ e con una fine strumentale affidata ad una chitarra distorta.
