Passaporto per le stelle è un brano dei Pooh del 1983 a tema fantascienza, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori.
Nel mondo esplode un conflitto nucleare. Due ragazzi vengono mandati su un altro pianeta per rigenerare l'umanità e sono accolti da una presenza che indica loro la via per una nuova esistenza di pace.
Note e curiosità
Nel 1983 i Pooh hanno portato questo brano allo Yamaha festival in Giappone.
Citazioni
Fate nuovi amori, fate nuove geografie, senza cattedrali, generali e nostalgie, senza più bandiere mai e che questo sole sia con voi!
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Streaming
Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.
Già dall'introduzione "Passaporto per le stelle" lascia presagire un vario contesto sonoro, una moltitudine di immagini e ambientazioni musicali che vedono, anche dal punto di vista dell'armonia, una contestualizzazione del testo.
L'introduzione in RE Maggiore, discorsiva, delicata e propositiva, parte con un arpeggio in RE Maggiore costruito con i synth a disposizione di Facchinetti: Fairlight, Polymoog ed anche Mellotron. Questa melodia dell'introduzione non è nient'altro che quella che più avanti verrà usata nell'inciso, la parte "propositiva" del brano.
Ma proprio come accennato poc'anzi, il brano è costruito su vari panorami musicali: se l'introduzione in una tonalità maggiore è positiva o quantomeno propositiva, l'irrompere violento, aggressivo, nervoso e particolarmente distorto della chitarra di Battaglia, porta il brano in tonalità di RE Minore, con un pedale del basso continuo in RE e l'alternarsi degli accordi di RE minore, DO Maggiore, SIB Maggiore, di nuovo DO Maggiore e RE Minore.
Ci si trova adesso in una tonalità minore che anticipa anche la contestualizzazione con il testo, con la descrizione del "rapimento" da parte del governo, presumibilmente USA, di due giovani per fare in modo che, in un altro pianeta, possa continuare ad esistere la stirpe umana.
Nelle strofe quindi in RE minore, gli accordi citati prima vengono eseguiti da un pianoforte elettrico ed un synth insieme ma ciò che sostiene la ritmica è la chitarra elettrica di Battaglia che con un suono stoppato, si muove sulle note della tonalità, creando un pilastro sonoro a cui tutto il brano si appoggia.
Ecco che dopo le due strofe cambia tutto. La tonalità si trasforma in RE Maggiore, fortemente evidenziata dal Polymoog di Facchinetti che suona l'accordo di RE Maggiore volendo marcatamente sottolineare che si è trasformato in Maggiore.
Facchinetti usa un suono simile al pizzicato degli archi per contrappuntare il canto, così come aveva fatto anche nell'introduzione all'inizio del brano.
La seconda parte dell'inciso è cantata coralmente e il ribattuto al Polymoog della prima parte viene sostituito da un Mellotron e da un Polymoog in un'ottava più acuta.
Ed ecco che, ancora una volta, Battaglia reintroduce la strofa con il riff chitarristico che riporta il brano in RE Minore, proprio perché adesso il testo descrive un qualcosa di mai visto che all'inizio può provocare paura, sgomento e soprattutto sfiducia.
La strofa in questo caso è una sola ed anche stavolta il ritornello torna in tonalità maggiore, proprio perché tutta la negatività del testo precedente deve ora trasformarsi in speranza.
In armonia è d'uopo utilizzare le tonalità minori per esprimere malinconia, dolore o comunque qualcosa di non positivo (per fare un esempio tutte le marce funebri sono in tonalità minore) mentre con le tonalità maggiori il compositore esprime positività, speranza, gioia (non per nulla "L'inno alla gioia" di Beethoven, tratto dalla nona sinfonia, è decisamente in una tonalità maggiore).
Ecco che il nuovo inciso anche nel testo traccia la positività di ciò a cui sono destinati i due giovani protagonisti.
La struttura è identica alla prima parte; la seconda parte che diventa corale vede un Polymoog che arpeggia gli accordi e una chitarra un po' più presente in sottofondo forse a preannunciare la parte strumentale che viene subito dopo; parte che modula in FA Maggiore, affidata alla steel guitar come strumento principale ma con la presenza anche di una chitarra elettrica che dà il supporto con gli accordi.
Dopo questo break strumentale il brano va verso il finale rimodulando in RE Maggiore. Anche in questo caso la "potenza" dell'accordo maggiore che viene eseguito, con la nota RE acuta molto presente, vuol raffigurare all'ascoltatore che in fondo chi è andato in un altro pianeta lo ha fatto per salvare la razza umana, dando forse una possibilità ancora all'umanità.
Il finale è quindi grandioso, si potrebbe quasi dire alla "Parsifal" o "Il tempo, una donna, la città" dato che entrambi i brani terminano in RE Maggiore.
Agli strumenti già citati si aggiunge un'orchestra di fiati derivante dal Fairlight e la successione degli accordi, RE Maggiore - SI Bemolle Maggiore - DO Maggiore - RE Maggiore porta il finale ad una "marcata" affermazione della tonalità, con una fine ferma sull'accordo di RE Maggiore.