Cara sconosciuta è un brano dei Pooh del 1983 a tema autobiografico, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori e contiene un assolo di tastiera.
Il brano segue una giovane fan dall'attesa del concerto al rimpianto per la sua fine e al ricordo di uno sguardo dei propri idoli.
Citazioni
Questa gravissima pioggia perché? / Dio fa che smetta o il concerto non c'è!
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Streaming
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L'era dei grandi viaggi dei Pooh (incideranno alle Canarie nel 1983, alle Hawaii nel 1984 e in Giappone nel 1985), inizia con un brano energico dedicato al pubblico dei concerti. inizia con un brano energico dedicato al pubblico dei concerti.
Il 1983 è l'anno in cui i Pooh usano, primi in Italia, il Fairlight CMI, un nuovo strumento a tastiera, anzi più che uno strumento, un computer vero e proprio che "campiona" i suoni di altri strumenti per poterli suonare dai tasti di una tastiera.
"Cara sconosciuta" proprio nell'inizio strumentale contiene una frase suonata sul Fairlight e doppiata anche da un pianoforte tenuto molto basso nel missaggio.
Questa parte strumentale apre "Cara sconosciuta" ed introduce una brevissima parte cantata dal solo Facchinetti che dà l'avvio al brano.
Dopo l'introduzione arriva il vero e proprio inizio del brano: stavolta lo strumento principale è una chitarra elettrica con un riff in LA Maggiore che ricorda, forse volutamente, Piccola Katy come a volere celebrare tutte le fan; questo riff di chitarra di otto battute è accompagnato da un clap per ogni battuta e un fill di sestine sul rullante sulle ultime due battute fa partire la ritmica completa.
Lo strumento cardine di questa prima parte di "Cara sconosciuta" è sempre la chitarra che cambia leggermente il fraseggio e accompagna il canto di Facchinetti nella strofa.
La seconda parte della strofa vede anche l'introduzione di un synth che esegue una linea melodica molto semplice ma che veste e completa lo spettro sonoro.
In questo brano i Pooh raccontano una storia, cercando di dare una svolta anche dal punto di vista musicale: dopo le prime due strofe arriva uno stop con un pianoforte effettato che sui quarti della battuta suona i vari accordi di questo break.
Il break introduce la seconda parte del brano che non è propriamente un inciso ma, per l'appunto un'altra parte: dopo il break strumentale, Facchinetti riprende a cantare e dopo quattro battute entrano nuovamente la ritmica e il canto corale di tutti. Questa nuova parte modula in LA Maggiore e il brano ritrova la parte introduttiva strumentale prima alle tastiere e poi con il riff di Battaglia alla chitarra elettrica.
Torna la strofa che stavolta però consta di una sola parte prima del break che arriva senza interruzione della ritmica.
Arriva quindi ancora una volta la seconda parte ed infine nuovamente la parte introduttiva che stavolta non è strumentale ma cantata dal solo Facchinetti con un appoggio alle tastiere.
Il finale del brano è ancora affidato al riff della chitarra di Battaglia ma dopo il fill di sestine sul rullante, il brano termina in LA 7 in sospensione, con un accordo che lascia la libera immaginazione del "dopo" all'ascoltatore.