Per noi che sogniamo

Città proibita

Città proibita è un brano dei Pooh del 1990 a tema storico, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti e contiene un assolo di chitarra elettrica.

Informazioni generali

Significato del testo

Il racconto dei sogni, delle speranze di libertà e anche dell'ingenuità che animavano le centinaia di migliaia di giovani che nell'estate del 1989 lottavano per cambiare uno Stato fondato su censura e repressione del libero pensiero e di ogni dissenso.

Note e curiosità

  • L'aver interpretato questo brano non ha impedito a Facchinetti di essere invitato in Cina per un evento musicale nel 2015.

Citazioni

  • Giuro che il futuro è vita / questa è la città proibita / ma i ragazzi non sbagliano / siamo più di un miliardo sai!
  • Generali è domani ormai / e il domani qui siamo noi / che cambiamo le regole / da adesso in poi!
  • Ma quei fari / che girano / come mai / anche i cani han paura / e le radio non suonano...

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso fretless
Batteria
Chitarra elettrica
Steel guitar
Sintetizzatore
Tastiera

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Città proibita" è forse uno degli ultimi brani cosiddetti epici dei Pooh; un brano che parla di un momento della storia dell'umanità, perfettamente collocato nello spazio e nel tempo: la notte tra il 3 e il 4 Giugno del 1989 in piazza Tienanmen, quando l'esercito cinese uccise centinaia di ragazzi che protestavano contro il governo. Il brano non descrive l'orrore della strage ma si ferma un attimo prima, un momento esatto prima dell'inizio della repressione. E proprio per questo non è un brano triste dal punto di vista musicale, anzi è ricco di atmosfere, quasi alla "Lindbergh (il ragazzo del cielo)". L'inizio è strumentale, basato su un pattern di suoni percussivi ma anche sintetizzati, calati su un'atmosfera quasi onirica realizzata con i suoni di synth e la chitarra di Battaglia, utilizzata con il suo magico tocco del suono smorzato con il potenziometro del volume. Dopo otto battute di questa atmosfera quasi magica entra un fraseggio, realizzato con dei synth con dei suoni simil orchestrali, che presenta la strofa. Il canto è affidato a Facchinetti, in SI Bemolle Maggiore, in un'ottava bassa. Durante il canto della strofa Facchinetti si appoggia anche ad accordi al pianoforte. A un certo punto, quando l'armonia arriva sul SI Bemolle, usa l'accordo di FA sull'accordo di MI Bemolle, mantenendo il basso in MI Bemolle: così facendo "apre" letteralmente l'orecchio dell'ascoltatore a un'altra possibilità: è come se il "presagio" della vicenda potesse avere anche un altro svolgimento. La strofa viene anche punteggiata da piccole note dal basso fretless di Canzian. A questo punto, il brano sale di un tono passando al DO Maggiore, come a voler dare anche più coraggio alla stessa struttura musicale. Continuano le percussioni e aumentano i suoni di synth, finemente arrangiati da una felice mano di Ruffinengo. Dopo la strofa in DO Maggiore arriva un altro scenario. Nei brani di natura epica dei Pooh non si può parlare di ritornello ma di scene, di immagini sonore. Ecco che a questo punto, entrando anche la ritmica piena, il brano si posiziona momentaneamente in SOL Maggiore; anche adesso Facchinetti usa la sovrapposizione dell'accordo di LA Maggiore sull'accordo di SOL, mantenendo il basso in SOL. Anche questa volta il brano apre ad una "nuova" possibilità armonica, proprio perché questa sovrapposizione porta l'ascoltatore a pensare che qualcosa a livello armonico possa cambiare improvvisamente. La chitarra su questa nuova parte è molto presente, anche se tenuta a volume basso nel missaggio: tesse un fraseggio ritmico sulle note basse durante il canto e svirgola anche con degli inserimenti solistici nelle pause della melodia. A un certo punto ecco una nuova finestra: l'armonia si sposta in FA Maggiore e per quattro battute, questo accordo di FA Maggiore si rende la dominante della nuova tonalità della strofa successiva che torna in SI Bemolle come all'inizio, solo che adesso il canto di Facchinetti è a un'ottava più alta. Dopo una strofa cantata in SI Bemolle arriva una nuova modulazione di un tono ascendente e il brano torna ancora una volta in DO Maggiore. Adesso la scena è affidata a Battaglia con un momento strumentale che usa due chitarre elettriche distorte in sottofondo e una chitarra come la steel guitar con un fraseggio molto riverberato, supportato da una moltitudine di suoni di synth. Terminata questa "scena" strumentale, l'ultimo minuto del brano torna ad essere d'atmosfera con Facchinetti che scende a un'ottava più bassa. Il suo canto sembra quasi più fragile di prima: anche dal punto di vista musicale Facchinetti riesce a rappresentare il dubbio che possa scatenarsi l'inferno ma armonicamente il brano si chiude in un pieno DO maggiore, lasciando all'ascoltatore solo l'immaginazione di quanto sta per accadere...

Discografia

Album

Collegamenti esterni