Per noi che sogniamo

Un uomo

Un uomo è un brano dei Pooh del 1972 a tema ritratti, scritto da Negrini e composto da Battaglia e Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia, Facchinetti, Fogli e Negrini con cori e contiene un assolo di chitarra elettrica.

Informazioni generali

Significato del testo

Il ritratto di un uomo alla fine della sua vita.

Note e curiosità

  • Il brano potrebbe risalire all'epoca del concept album "Memorie" ed essere da esso stato scartato.
  • Questo brano è rimasto inedito fino al 2024 quando è stato inserito nel cofanetto celebrativo dei 52 anni dell'album "Alessandra".

Citazioni

  • Quanto vale un uomo / vale forse più dell'aria / tra le mani? / Triste questa macchina che vive e ruba il vento dei gabbiani.
  • Quanto vale un uomo / vale forse più dell'erba / di pianura? / L'erba copre sempre ciò che è stato / e non conosce la paura.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano non è disponibile nei servizi di streaming musicale ufficiali.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Organo elettrico Hammond L-122

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Un uomo" non sembra appartenere all'epoca di Alessandra, sia per i suoni utilizzati, sia per le dinamiche musicali ma soprattutto per il drumming che non è riconducibile a D'Orazio ma più presumibilmente al periodo prog/rock di Negrini. Probabilmente si tratta di un brano che i Pooh avevano tenuto nel cassetto, databile nel periodo musicale del 1969, quando i singoli pubblicati avevano lo stesso mood musicale: la ricerca di una strada che ancora non era definita. C'è infatti una tendenza a ricorrere al prog, soprattutto all'inizio del brano, ma anche a espressioni corali forse un po' forzate, con l'esaltazione più di una estesa vocalità che di un'armonizzazione. Il brano inizia con un fraseggio di chitarra elettrica immediatamente ripreso da un coro che man mano va armonizzandosi. Entrano quindi la ritmica, il basso e l'organo di Facchinetti. Ed ecco il primo break ispirato al prog, con degli stacchi ritmici sull'accordo di MI Minore, usando però delle evidenti dissonanze riferibili al periodo prog/rock del tempo: l'accordo di MI Minore infatti viene "citato" con la quinta bemolle, il SI Bemolle (al posto del SI naturale) e anche nelle note successive del break, i Pooh vogliono accentuare la dissonanza creando una fraseggio con le note MI/Sib e RE/Lab che sono parecchio lontane dall'accordo tonale di MI Minore. Un successivo solo di chitarra, molto libero, sugli accordi di MI Minore e DO Maggiore, prepara ad un coro armonizzato sugli accordi di MI Minore, RE Maggiore e DO Maggiore. Altro break armonico ritmico, basato su un nuovo coro e soprattutto su alcuni fill di batteria e finalmente arriva il canto che in qualche modo, nella parte iniziale, richiama quanto ascoltato fino ad ora. La parte cantata successiva richiama una sorta di strofa, seppur molto breve, strutturata in modo quasi canonico ma che si proietta nuovamente sui break corali armonico ritmici che si erano già sentiti all'inizio. Ancora una volta viene ripetuta la stessa parte cantata con lo stesso sviluppo a cui segue un altro break ritmico. A questo punto viene creato una sorta di fraseggio all'unisono tra chitarra, organo e basso, inframezzato dai fill di batteria e tale parte strumentale viene ripetuta quattro volte. Alla fine della stessa sembra che i Pooh vogliano esplorare un'altra atmosfera, lasciando Battaglia sperimentare qualcosa alla chitarra per alcune battute, sulle quali gli altri rispondono con un break unico in MI Minore. Viene adesso ripetuto il fraseggio all'unisono per due volte e quindi torna il coro armonizzato che gira sugli accordi di MI Minore e RE Maggiore. Ancora una volta viene ripetuta la parte cantata che termina sempre allo stesso modo, con il coro armonizzato molto acuto. Gli ultimi 40 secondi del brano sono identici all'inizio, con la ripresa dell'introduzione strumentale e con un finale cromatico discendente che si conclude in un classico fill ritmico da brano rock. Probabilmente i Pooh abbandonarono questa vena prog/rock in cui sperimentarono qualcosa ma non trovando una dimensione idonea ai loro mood musicali personali, preferirono cimentarsi in universi a loro più congeniali.

Discografia

Album

Collegamenti esterni