Un grande amore è un brano dei Pooh del 2000 a tema amore, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da D'Orazio con cori e contiene un assolo di chitarra elettrica.
Il protagonista vive con intensità un amore appena scoperto, capace di trasformargli la vita, dargli coraggio e riempire un vuoto emotivo. La persona amata diventa il centro di tutto, al punto da non voler essere disturbato per vivere pienamente questo sentimento.
Note e curiosità
Si tratta del primo brano con D'Orazio solista inserito come prima traccia di un album.
Citazioni
Non voglio sbagliare niente / non posso sbagliare più / se è vero che il grande amore / sei proprio tu.
Io per spirito d'avventura / quante chiavi ho buttato via / e ogni giorno veniva sera / e non era mai casa mia.
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.
"Un grande amore" è la prima traccia dell'album "Cento di queste vite".
Arriva Ballo, il nuovo arrangiatore, musicista, compositore che gravita nella cerchia di Ruffinengo e per creare una sorta di continuità col passato sceglie un sound che ricorda "Dimmi di sì" del precedente album.
Lo fanno pensare il canto affidato a D'Orazio, il BPM che differisce solo di un punto (da 122 a 121), la "virata" quasi dance del brano, la tonalità diversa solo di un semitono (da DO Minore a Si Minore) ma soprattutto l'uso della chitarra e degli scambi di accordi nelle parti strumentali, in questo caso MI/SI Minore.
Il brano si apre con un synth pad libero in SI Minore; arriva subito un fraseggio con un synth che richiama la melodia dell'inciso, supportata da uno strumming alla chitarra acustica con un delay sincronizzato al BPM.
Appena in FA#, ecco arrivare una sequenza di sedicesimi fatta con un synth per "accogliere" la vera introduzione strumentale del brano: doppio colpo di tom che introducono lo scambio di accordi MI - SI Minore (in "Dimmi di si" era l'esatto contrario ma sempre con la stessa tipologia di accordi, DO Minore - FA) realizzato con synth e chitarre.
La chitarra in questa introduzione è lo strumento fondamentale: dura, acida, distorta, quasi aggressiva, che crea sia la parte ritmica sia un fraseggio solistico di collegamento tra lo scambio degli accordi.
Anche il suono della batteria è molto deciso, anch'esso aggressivo, sporco, proprio per dare un sound molto rock al brano.
Il basso è anche stavolta un 5 corde, lo si comprende per la nota SI bassa toccata in qualche momento della partitura.
Comincia quindi il canto con un coro armonizzato in cui la voce di D'Orazio risalta nel missaggio.
Sotto questa parte cantata, la chitarra rimane fondamentale nel creare il "movimento" ritmico: Battaglia usa la tecnica già presente in "Io sono vivo", con un suono simil wah wah generato dalla plettrata e inserisce anche dei fraseggi solistici efficacissimi, come se la chitarra vivesse una linea "propria" all'interno del brano. In questa prima parte, inoltre, il pattern della batteria non è completo: viene lasciato spesso da solo il rullante con pochi colpi di cassa.
Nella seconda parte cantata il pattern ritmico incalza normalmente; gli strumenti sotto continuano come nella strofa precedente e il canto è qualche volta corale e qualche volta con protagonista solo D'Orazio.
Giunge quindi il ritornello che richiama il fraseggio strumentale dell'inizio.
La chitarra elettrica resta sempre lo strumento principale ma sotto si sente anche una chitarra acustica, chiaramente più bassa di volume nel missaggio.
Dopo il ritornello torna il fraseggio strumentate dello scambio di accordi MI - SI Minore con Battaglia che inserisce sempre tra gli scambi delle frasi solistiche.
Torna quindi la nuova strofa con la ritmica al completo che senza variazioni rispetto alla precedente porta direttamente, dopo una sola ripetizione, al ritornello.
Il ritornello si muove come il precedente, sempre molto energico e pieno di fraseggi solistici alla chitarra.
Questo secondo ritornello termina con una sospensione del ritmo: la chitarra con un passaggio stereofonico diventa la sola protagonista, con dei riff solisti particolarissimi.
Alla fine di questa breve parte strumentale un fill di rullante reintroduce il coro sentito all'inizio del brano e ad ogni frase cantata, Battaglia dà una risposta con un fraseggio alla chitarra.
Il brano si conclude con un fill di batteria ed uno stop sull'accordo di SI Minore.