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Lettera da Marienbad

Lettera da Marienbad è un brano dei Pooh del 1973 a tema amore e viaggi, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia e Facchinetti.

Informazioni generali

Significato del testo

Lei se n'era andata anni prima e ora gli scrive raccontandogli la fatica nel vivere con un uomo importante ma che non la sa capire e la lascia sempre sola. Lui prende la macchina e la raggiunge per riportarla con sé, se lo vorrà.

Note e curiosità

  • Marienbad (letteralmente "Terme di Maria") è il nome tedesco di "Mariánské Lázne", una importante località termale della Repubblica Ceca molto vicina al confine con la Germania.
  • La scelta del titolo potrebbe essere una voluta citazione del produttore Lucariello al film del 1961 "L'anno scorso a Marienbad" di Alain Resnais, che racconta una vicenda simile.
  • Per ragioni di spazio il brano è stato inserito solo nella versione Stereo8 dell'album Parsifal.

Citazioni

  • Se tu vorrai / ti aspetta laggiù la nostra città... / La mia casa è ancora così / disordinata e piena di sole / come vuoi tu...
  • La fontana non è molto limpida / anche i fiori sanno d'aria umida... / Tutto intorno sembra sopravvivere / mi domando come hai fatto a viverci...

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra classica
Chitarra elettrica Gibson Les Paul Junior 1954 (sunburst)
Orchestra
Pianoforte

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Lettera da Marienbad" non ha avuto grande diffusione ma è una piccola perla nata nel periodo di produzione dell'album "Parsifal". L'inizio strumentale è dato da uno scambio di frasi con dei flauti su due ottave diverse; scambio che nella risposta sull'ottava più alta vede anche la presenza di una chitarra classica a doppiare la frase. All'inizio di ogni battuta il pianoforte declama gli accordi e si percepisce (se non ci fosse se ne sentirebbe la mancanza) la presenza di un leggerissimo tappeto orchestrale sull'accordo principale di LA Maggiore. Comincia il canto di Battaglia, accompagnato soltanto dal pianoforte. Nella seconda parte della strofa entrano il basso e la batteria e Battaglia risponde al suo stesso canto con una frase quasi blues alla chitarra elettrica, leggermente distorta. Quasi certamente si tratta della Les Paul del 1954 con cui ha realizzato i soli del brano Parsifal. Il brano parte con la ritmica ed entra Facchinetti al canto, muovendosi anche strumentalmente sul pianoforte con il suo tipico andamento ritmico. Battaglia risponde alle frasi cantate con la chitarra, sempre leggermente distorta, con una sonorità ed un fraseggio tipicamente ispirati al blues. A questo punto succede qualcosa di inaspettato, forse anche per sottolineare il testo. L'ascoltatore non assiste ad un ritornello o alla classica apertura di un brano. I Pooh hanno forse trovato un'alchimia particolare nella costruzione "fisica" dei brani, quando si apprestano a raccontare una storia che inizia, procede e si sviluppa, anche musicalmente creando dei quadri, dei momenti, delle parti in cui l'ascoltatore deve "concentrarsi" e deve "fermarsi" a riflettere su ciò che sta accadendo. "Lettera da Marienbad" ferma la ritmica e Facchinetti e Battaglia, con il missaggio particolare voluto fortemente da Lucariello sulla proporzione dei volumi delle voci, partono con un canto accompagnato da un arpeggio quasi classico del pianoforte. L'orchestra entra con più vigore in questa parte senza ritmica e Facchinetti sfrutta un accordo particolarissimo per aumentare il climax del brano; dopo i primi quattro accordi, per passare al secondo momento di questa parte, usa un meraviglioso SI Bemolle diminuito, proposto due volte di seguito inframezzato da un SI Minore. Questo particolare passaggio, sottolineato anche dall'orchestrazione di Monaldi, crea un momento molto delicato con l'orchestra in sottofondo che tesse una tela fantastica che da sola potrebbe avere contezza di brano strumentale a sé. Nel frattempo, sono entrati nell'organico anche il basso e la batteria, con un sapiente missaggio. Si conclude la prima metà del brano e Battaglia ricomincia come all'inizio, con la frase delicata accompagnata dal solo pianoforte. E adesso ancora una novità, una magia che spiazza l'ascoltatore. Il brano modula per ben tre volte con una frase orchestrale affidata ai fiati: dal LA Maggiore al SI Maggiore, dal SI Maggiore al RE Bemolle maggiore e finalmente si posa su un MI Bemolle Maggiore che diventa la tonalità in cui si muove il canto fino alla fine. Durante le modulazioni Battaglia ricomincia a tessere quelle frasi "blueseggianti" con la sua chitarra leggermente distorta come ad invitare gli ascoltatori alla parte finale. Parte finale che arriva con il canto ed il pianoforte ritmico molto presente di Facchinetti. Qui si aggiunge una tastiera che si muove sugli accordi principali, rimanendo quasi a supporto dell'orchestra che resta molto in sottofondo nel missaggio. E per finire anche Battaglia dà sfogo al suo lirismo sulla chitarra elettrica, come se volesse dire "ho la chitarra con gli stessi suoni del brano, lasciatemi libero nel finale". Nel finale in dissolvenza si sente un solo alla chitarra elettrica che probabilmente viene suonato molto più a lungo di quanto in realtà sia stato poi mantenuto nel minutaggio del brano.

Discografia

Album

Singoli

  • 1973 Io e te per altri giorni / Lettera da Marienbad

Collegamenti esterni