Lascia che sia è un brano dei Pooh del 1981 a tema amore, scritto da D'Orazio
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia e Facchinetti con cori.
Due persone vivono un incontro notturno come un momento di vicinanza che sospende il tempo e la malinconia. Pur sapendo che il giorno dopo ognuno tornerà alla propria vita, i protagonisti scelgono di vivere il presente.
Citazioni
Lascia che sia / questa notte vuole compagnia. / Carnevale se ne va / stiamo insieme amica mia.
Canta / facciamo finta / che il tempo non conta / spegni la luce / ti voglio guardare / lascia che sia.
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
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"Lascia che sia" è una ballad lenta, in FA Maggiore. Probabilmente è uno dei brani che al tempo delle registrazioni dell'album "Buona fortuna" ha sofferto maggiormente delle scelte del fonico di sala Brian Humphries.
Il brano parte con una breve introduzione strumentale argomentata dalla chitarra elettrica quasi "liquida" di Battaglia, con un suono molto effettato; il fraseggio di Battaglia è sostenuto da un synth con suono simile agli archi e da un'altra chitarra.
È proprio il suono di questa chitarra, un'acustica elettrificata registrata "direttamente" sul mixer e stracolma di effetti per renderla molto "morbida", a non convincere. I Pooh, durante le registrazioni di questo album, dovettero affrontare le bizzarre abitudini lavorative di Mr. Humphries dell'epoca ed è probabile che determinate scelte fatte in quel contesto non siano state accettate "in toto" dal gruppo. Pur non di meno, questo suono di chitarra acustica elettrificata è stracolmo di chorus e flanger, quasi come a mascherarne l'essenza di chitarra acustica e accompagna con gli accordi tutti i quasi quattro minuti del brano.
Dopo questa breve introduzione, parte la strofa affidata a Battaglia; entrano basso e batteria e D'Orazio si muove sul rimshot del rullante. Si sentono anche delle leggere percussioni come una cabasa e un triangolo. Al reprise della strofa, la voce viene armonizzata da Battaglia in terze e lo stesso introduce una terza chitarra elettrica che punteggia la dominante (la nota DO). La strofa termina con la nota SOL piena e Facchinetti, che canterà il successivo ritornello, entra sul coro sostenendo la fine della strofa dando un po' più di corpo al campo sonoro vocale.
Il ritornello viene affrontato vocalmente da Facchinetti, D'Orazio si muove sul rullante ma i suoni della batteria sono quasi impercettibili (frutto sempre di un missaggio forse non proprio perfetto). La seconda parte del ritornello viene affrontata coralmente da tutti e quattro.
Il brano riprende con un'altra strofa e Facchinetti sottolinea con un DO acuto alle tastiere la differenza tra questa e le precedenti strofe.
Torna quindi il ritornello che si ripete solo per una volta e finalmente arriva un suono vero con un solo di Battaglia su una vera chitarra acustica, suonata come se non aspettasse altro che rivelarsi dando libero sfogo ad un bel fraseggio.
Al termine del solo di chitarra acustica il ritornello riprende con la coralità dei quattro Pooh e alla fine dello stesso viene riproposta la breve introduzione strumentale dell'inizio che stavolta rallentando termina il brano.