Per noi che sogniamo

Buona fortuna

Buona fortuna è un brano dei Pooh del 1981 a tema introspettivo, scritto da D'Orazio e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia, Canzian, D'Orazio e Facchinetti con cori e strofe alternate.

Informazioni generali

Significato del testo

Il brano dipinge la figura di un personaggio... non tanto immaginario, trattandosi dello stesso D'Orazio che per scrivere il testo si è basato sull'opinione di lui dei colleghi Battaglia, Canzian e Facchinetti.

Note e curiosità

  • Per alcune "libertà" nel testo, il brano alla sua uscita nel 1981 subì alcune censure.

Citazioni

  • Giorni a colori poi spenderà se gli parli di te / fa quel che vuoi per un sorriso di più!
  • Compra l'America / e la dà via / per un dollaro in più. / Ci beve su|e fa l'amore da sé!

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Pianoforte elettrico
Sintetizzatore

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"Buona fortuna" continua la serie di brani con tempi ritmici dispari inaugurata con "L'ultima notte di caccia" nell'album "Viva" e proseguita con "Inca" nell'album "...Stop". Oltre a scrivere il testo, D'Orazio dona a questa canzone un particolarissimo pattern ritmico all'inizio della strofa che caratterizza tutto il brano. "Buona fortuna" inizia con un ribattuto di accordi su pianoforte e synth in Mi Maggiore molto energico; questa risulta essere la frase principale del brano su cui poi, più avanti, si appoggerà il ritornello. Immediatamente dopo le prime quattro battute parte la chitarra con un caratteristico fraseggio sui cantini nelle note MI-SI e arriva D'Orazio con il suo charleston sulla campana a "sottolineare" i sedicesimi della battuta. Entra anche il basso e l'inizio strumentale si posiziona quindi sugli accordi di LA Maggiore e SI Maggiore per poi modulare subito, scendendo di un tono, in SOL Maggiore e LA Maggiore per dare l'avvio alla strofa in RE Maggiore. Il canto non inizia ancora ed è proprio questo il punto in cui D'Orazio regala questa strana battuta in 5/4 all'inizio strumentale della strofa. In questa prima battuta in 5/4, il colpo di rullante viene dato sul primo, sul secondo e sul quarto quarto della battuta, creando una sorta di "disequilibrio" all'ascoltatore, ma è proprio questa la genialità della suddivisione: la strofa è suddivisa in due sezioni di tre battute + 1 di quattro battute ed è proprio nelle due sezioni di tre battute che la prima di queste è una battuta in 5/4. La parte strumentale della strofa viene "cantata" dalla chitarra elettrica di Battaglia che rivela quasi la melodia del canto, assumendo in questa parte il carattere di strumento principale. Il canto della prima strofa viene affidato a Battaglia mentre la seconda strofa viene cantata da Canzian. Arriva quindi il ritornello e il brano, salendo stavolta di un tono, rimodula in MI Maggiore. In pratica il ritornello è esattamente la frase iniziale in MI Maggiore con cui inizia il brano solo che stavolta c'è anche il canto affidato a Facchinetti. Tutta la parte che all'inizio era strumentale adesso viene cantata, compresa la modulazione nuovamente in RE Maggiore che introduce la nuova strofa cantata da D'Orazio. Stavolta la modulazione arriva subito e il brano si riposiziona in MI Maggiore sul ritornello che viene ripetuto per due volte terminando in una "finta" pre-modulazione. Infatti, invece di ripartire con una strofa in RE Maggiore, il brano riparte in MI Maggiore esattamente com'era iniziato, con il ribattuto di accordi al piano e tastiere, la chitarra che gioca sui cantini con le note di MI/SI e il pattern ritmico sul charleston alla campana ad evidenziare i sedicesimi. Un fill di sedicesimi sul rullante fa partire la fine strumentale del brano, in cui la chitarra assume il ruolo di strumento solista. La fine vera e propria di "Buona fortuna" è uno stacco ritmico con gli accordi di MI Maggiore, momento in cui la chitarra continua a rimarcare il suo fraseggio MI/SI sui cantini fermandosi di colpo. "Buona fortuna" è un brano molto allegro, energico in cui la suddivisione ritmica rappresenta un must; difficile da riprodurre così all'impronta perché la battuta di 5/4 trae sempre in inganno sia l'ascoltatore che chi, senza ascoltare e studiare bene il brano, prova a suonarlo.

Discografia

Album

Singoli

  • 1981 Buona fortuna / Lascia che sia

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni