Gente della sera è un brano dei Pooh del 1981 a tema ritratti, scritto da Negrini
e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Battaglia e Facchinetti con cori.
Un uomo di passaggio alla stazione centrale di Milano osserva le persone presenti di sera, evitate dai più perché ritenute pericolose.
Note e curiosità
La canzone cita la stazione di Milano Centrale.
Facchinetti utilizzerà alcune situazioni citate in questo brano all'interno di un capitolo del suo romanzo "Katy per sempre".
Citazioni
Notte di luglio feriale / Milano Centrale / un caldo di Dio.
Gente della sera / chi l'ha detto che fate paura / sarabanda di folletti e bambole / siamo tutti innocenti a quest'ora.
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.
"Gente della sera" in altri momenti della storia dei Pooh sarebbe diventato un brano di fattura eccelsa. Nell'album "Buona fortuna", forse per le scelte di missaggio di allora, le cose non vanno così.
Facchinetti regala una bellissima progressione armonica ascendente sulla scala di RE Maggiore al pianoforte e una bellissima frase per la melodia.
Battaglia la arricchisce con qualcosa in cui è maestro: un suono di chitarra elettrica molto compresso con il volume smorzato con l'anulare della mano destra sul potenziometro del volume.
In realtà questa introduzione è riconducibile alla "metrica" di una prima strofa ma introduce immediatamente il ritornello dove viene enunciato subito il titolo del brano in un LA pieno intonato da Facchinetti.
La chitarra elettrica di Battaglia sottolinea, su una linea di contro melodia, il canto del ritornello; la chitarra in questo brano ha una caratteristica e una predominanza particolare: sottolinea con un tema molto caldo, quasi sofferto, sia la strofa sia il ritornello, usando spesso anche un'armonizzazione per terze. Sotto il canto di Facchinetti, infatti, la tessitura melodica della chitarra sembra quasi un vero e proprio altro tema cantato.
Al termine delle due parti di cui consta il ritornello si ripresenta la strofa con la sua progressione di accordi ascendente e stavolta Facchinetti sostituisce il piano acustico con un suono ancora più caldo, affidandosi per l'accompagnamento ad un Fender Rhodes leggermente effettato con un flanger; Battaglia continua a tessere con la chitarra e il volume smorzato il fraseggio anch'esso ascendente che si intreccia perfettamente con la linea melodica del canto.
Torna quindi il ritornello, sempre preceduto dalla scala velocissima alla chitarra elettrica, e dopo la prima parte cantata Battaglia, sull'armonia del ritornello, propone un solo particolarmente efficace, che sembra sia stato tenuto in serbo con i motori al massimo prima di uno start.
In questa fase Battaglia oltretutto crea anche l'appoggio armonico con un'altra chitarra distorta, mai però sovrapponendosi in termini di note sul suo stesso solo.
La fine del solo è segnata sempre dalla scala veloce di rientro per il canto.
Il brano ferma la ritmica e viene riproposta la parte iniziale con Battaglia al canto e Facchinetti al pianoforte acustico. In questo caso però tale parte introduce alla fine del brano con il corale in RE Maggiore del ritornello ripetuto tre volte e la fine in fade out.