Per noi che sogniamo

I bambini ci guardano

I bambini ci guardano è un brano dei Pooh del 1986 a tema infanzia e ritratti, scritto da Negrini e composto da Battaglia.
Il brano è cantato da Battaglia e Facchinetti con cori e contiene un assolo di sax soprano.

Informazioni generali

Significato del testo

Ritratto dei bambini degli anni Ottanta, fra scuola, sogni, vacanze e videogiochi.

Note e curiosità

  • Il suono di un metronomo è usato per ricordare quello della sveglia meccanica spesso presente nelle stanze dei bambini dell'epoca.
  • I Pooh hanno parlato raramente di infanzia. Esiste un accenno di brano incompiuto di Battaglia e Negrini degli anni Duemiladieci dedicato alle rispettive figlie quando avevano pochi anni.

Citazioni

  • E la sera li fa dormire / sotto piccoli grandi pensieri / che fra un mese è già Natale / che domani c'è geografia...
  • I bambini raccontano / ai computer le loro fantasie. / I bambini però / non ci credono più / alle bugie.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Collaborazioni

NomeRuoloNote
Declam Sezione fiati

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra elettrica
Sax soprano
Sintetizzatore Yamaha DX7

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"I bambini ci guardano" inizia con la riproduzione del suono di un orologio meccanico, come ad indicare lo scorrere del tempo. L'introduzione strumentale, realizzata da Facchinetti con un fraseggio di suoni provenienti dalla sua Yamaha DX, ricorda quasi un carillon e vuole portare l'ascoltatore a sonorità confacenti al mondo dei bambini di metà anni Ottanta. All'interno del fraseggio con i synth, si scorge il suono del sax soprano suonato da Claudio Pascoli, componente del trio DECLAM molto presente nei brani dell'album "Giorni infiniti". Durante l'introduzione ma anche lungo tutto il brano, il "rumore" dell'orologio viene tenuto in sottofondo, come un metronomo a segnare il tempo. Dopo la doppia introduzione strumentale arriva la strofa cantata da Battaglia supportata sempre dai suoni della Yamaha DX e anche dal pattern ritmico con due suoni di rimshot di cui uno in reverse. All'inizio della seconda strofa, Zanotti introduce nell'arrangiamento una citazione forse fin troppo plateale del brano "Duel" della band synth-pop tedesca "Propaganda": l'incedere del fraseggio sul synth con i bicordi LA/RE - SOL/DO. Peraltro nel brano dei Propaganda è posto esattamente nella stessa posizione della battuta. Dopo questa seconda strofa rientra il fraseggio strumentale dell'inizio, stavolta con la ritmica completa. La terza strofa introduce direttamente un ritornello con degli accordi atipici, visto che il brano è in DO Maggiore. Il ritornello parte in MI Bemolle Maggiore e poi LA Bemolle Maggiore ma tenendo sempre il basso sul MI Bemolle e così via avanti: a) MI Bemolle Maggiore - LA Bemolle Maggiore con basso Mi Bemolle; b) FA Maggiore - SI Bemolle Maggiore con basso FA Bemolle; c) SOL Maggiore - DO Maggiore con basso SOL. E poi un FA Maggiore con basso LA, un SI Bemolle Maggiore con basso RE, un MI Bemolle Maggiore con basso SOL ed infine un SOL SUS. Nell'inciso viene sostituito il rimshot dal rullante e aumentano i suoni di synth su sequenze. Alla fine del ritornello, sulla base dell'armonia della strofa ecco un vero e proprio solo di sax soprano. La strofa si sviluppa adesso con il sax soprano sempre in sottofondo. Il brano si conclude con la stessa frase strumentale dell'inizio che termina però in DO Maggiore con una simil sveglia che suona dopo tanto ticchettio!

Discografia

Album

Collegamenti esterni