Per noi che sogniamo

Figli (2002 version)

Figli (2002 version) è un brano dei Pooh del 2002 a tema figli, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti.
Il brano è un remake di Figli.

Informazioni generali

Significato del testo

Il protagonista è un padre che riflette, fra ricordi e preoccupazioni, sul rapporto con un figlio sempre più distante.

Note e curiosità

  • Brano tratto dal musical Pinocchio, con alcune modifiche nel testo per poterlo proporre separatamente dall'opera.
  • Nel musical il brano è stato riarrangiato per due voci.
  • I Pooh avevano presentato questo brano già nel 2001 con un arrangiamento elettrico invece che acustico.

Citazioni

  • Sembra solo ieri / quando mi inseguivi / con le tue domande / coi tuoi sogni nuovi / come cambiano i figli...
  • So che non è facile / imparare a vivere / ma tu non mi lasci mai / tempo di conoscerti...
  • Se dei miei consigli puoi già fare senza / sono quasi in pace con la mia coscienza...

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Collaborazioni

NomeRuoloNote
Giovanni Maria Lori Direzione e arrangiamento orchestra

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Orchestra
Pianoforte

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

La versione di "Figli" inserita in "Pinocchio" è molto più intima, delicata e descrittiva della versione contenuta nella raccolta "Best of the best" del 2001. Facchinetti in questa versione è davanti a sé stesso e al suo pianoforte. Non c'è niente di più intimo per un compositore del rapporto con il suo strumento: ci si lega, si continua imperterriti a ricercare la soluzione migliore per ciò che la mente vuole esternare ma soprattutto si è un tutt'uno, uomo e strumento, cuore ed anima, mani e voce. "Figli" inizia con il solo pianoforte, quattro battute che riproducono come è stato concepito il brano nel suo primo incedere, con quel meraviglioso RE9, con la nota MI che si appoggia dolcemente sulla nota RE e con il successivo accordo di LA4, sempre con il delicato appoggio della nota RE sul DO#; le successive cinque battute sono vestite da una suggestiva, delicata e quanto mai azzeccata orchestrazione, opera di Giovanni Maria Lori, orchestratore e compositore dell'arrangiamento. Comincia quindi il canto, una melodia in cui Facchinetti esprime al meglio la sua vocalità, rimanendo solo nella prima parte della strofa, intimamente e profondamente connesso al suo pianoforte, con quell'accordo di LA6 invece del LA maggiore semplice alla fine della prima frase. Alla fine della prima strofa entra l'orchestra e la scrittura di Lori sembra riportare ai tempi del Maestro Monaldi, per la delicatezza dell'orchestrazione, con l'uso del flauto traverso a cantare la parte acuta della melodia. La strofa successiva è arricchita dalla presenza dell'orchestra che sottolinea l'importanza di quella nota FA# che contraddistingue il passaggio da una frase all'altra del canto. Dopo le due strofe arriva un piccolo bridge di collegamento che conduce con estrema delicatezza al ritornello. Come usa fare Facchinetti molto spesso, quando si trova in tonalità di RE Maggiore, per andare sul ritornello, sfrutta una modulazione di un tono e mezzo ascendente, facendola precedere da un DO9, facendo proprio cantare la nota RE, che presenta e accoglie la nuova tonalità di FA Maggiore. Facchinetti sfrutta ancora una volta la sua vocalità intonando un pieno SI Bemolle, procedendo quindi in FA Maggiore e RE Minore come accordi principali per tutto l'inciso ma è l'orchestrazione che dà al brano quella sensazione di eternità, di un brano che poteva essere composto indifferentemente nel 1973 o nel 2023. La scrittura dell'orchestrazione prende spunto dalla melodia del canto, la rallenta e la fa procedere per quarti e nella seconda frase del ritornello Lori aggiunge anche un'ottava più alta agli archi mentre riprende i flauti quando dal LA Maggiore il brano torna in RE Maggiore. L'orchestra, in questo momento strumentale di passaggio tra il ritornello e la successiva strofa, ancora una volta sottolinea l'accordo di RE9 facendo cantare la nota MI e dandole l'incarico di far ripartire il canto. La nuova strofa è da subito supportata dall'orchestra e tra le frasi del canto emerge ancora una volta la frase al flauto. La strofa stavolta è unica ed è vestita dall'orchestra in maniera un po' più dinamica; arriva quindi ancora una volta la modulazione per passare in FA Maggiore e l'orchestra ricama un tema che, come nel primo ritornello, riprende il tema del canto e lo accompagna accarezzandolo. Dopo il ritornello ecco il ritorno al RE Maggiore per il finale del brano. L'orchestra si muove sempre sottolineando il passaggio dalla nota MI al RE, che è il fondamento strutturale di tutto "Figli" e alla fine, dopo essere finalmente giunti all'ultimo RE Maggiore, ecco un meraviglioso accordo di SI Bemolle Settima Maggiore che delicatamente riporta al RE Maggiore terminando definitivamente il brano.

Discografia

Album

Altre versioni

Cover

  • 2017 Fabrizio Di Marco nell'album "Un sogno vissuto (Ieri, oggi e sempre) [Tributo a Roby Facchinetti]" (YouTube)

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni