Per noi che sogniamo

E dopo questa notte (1995 version)

E dopo questa notte (1995 version) è un brano dei Pooh del 1995 a tema amore, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Canzian e Facchinetti con cori e contiene un assolo di chitarra acustica.
Il brano è un remake di E dopo questa notte.

Informazioni generali

Significato del testo

In una notte di crisi un amore ha rischiato di finire ma tutto è superato e la storia del protagonista e della sua compagna rinascerà, con i due più forti e più consapevoli del rapporto e del valore del loro amore.

Note e curiosità

  • Sebbene sia stato pubblicato solo anni dopo, il brano è stato inciso a ottobre '90.

Citazioni

  • E dopo questa notte / le pagine del tempo / le scriveremo solo noi.
  • Nello specchio degli occhi tuoi / son fantasmi di neve ormai / i silenzi che eran scesi tra noi.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Chitarra acustica
Chitarra elettrica
Organo elettrico Hammond
Tastiera

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

"E dopo questa notte" risente negli arrangiamenti del panorama sonoro presente alla fine degli anni '60. Brani come "Stand by me" o anche l'italiano "Non son degno di te", rappresentarono in quel periodo degli esempi di orchestrazione e di arrangiamento che furono d'ispirazione per numerose band all'inizio della carriera. Il brano è costruito sostanzialmente nel giro armonico di MI Maggiore, che viene presentato nell'introduzione da una scala ascendente di note, dal SI al MI, suonata da una sezione di fiati. Dopo l'introduzione il canto declama il titolo, con una parte che verrà riproposta identica come chiusura del brano. Dopo questa presentazione vocale del brano arriva la prima strofa in cui sono presenti un organo elettronico e i fiati a sottolineare i passaggi degli accordi. Arriva quindi un'apertura verso un minimo ritornello, più che altro una piccola appendice della strofa. Segue una nuova strofa che però viene resa strumentale ed è suonata dalla sezione di fiati e contrappuntata dall'organo elettronico. Arriva una nuova strofa cantata cui ne segue una seconda. Ed ecco che torna ancora la risposta alla strofa con un brevissimo ritornello. Alla fine di quest'ultimo ritornello il brano ritrova la sua introduzione, sempre con la declamazione del titolo, che porta alla conclusione netta, non in dissolvenza. Nel remake degli anni Novanta vengono tolti i fiati dall'introduzione e il canto della frase iniziale viene affidato a Canzian. I fiati sono sostituiti da chitarra e organo che però, dopo il fill di batteria, non fanno la scala da SI a MI come nella versione degli anni '60. Una chitarra acustica, con un deciso strumming, diventa lo strumento portante sotto la strofa. Ogni cambio di accordi viene sottolineato da una chitarra elettrica, l'organo diventa il sostegno armonico sempre presente ed il canto viene affidato a Canzian. Sotto la seconda strofa entra anche un coro di vocalizzi con un "UH UH". Anche il ritornello viene affidato a Canzian, supportato dalla voce di Facchinetti. Dopo il ritornello Battaglia inserisce un brevissimo solo, con un suono clean con un filo di chorus e di compressore. Arrivano due strofe successive, sempre supportate dal coro in sottofondo. Il finale è uguale all'inizio, con Facchinetti e Canzian che riprendono la parte vocale dell'introduzione, come nella la versione originale.

Discografia

Album

Altre versioni

Collegamenti esterni