20.000 leghe sopra i cieli è un brano dei Pooh del 1999 a tema favola e metafora, scritto da D'Orazio
e composto da Battaglia.
Il brano è cantato da Battaglia, Canzian, D'Orazio e Facchinetti con cori e strofe alternate e contiene un assolo di chitarra elettrica.
Il brano racconta di un mondo immaginario dove non esiste il tempo, con i pregi e i problemi che questa situazione può dare: non si invecchierebbe ma non si potrebbero nemmeno fare sogni per il futuro...
Note e curiosità
Il testo è stato pensato da D'Orazio durante un lungo volo da Roma a Los Angeles, a cavallo fra i fusi orari.
Dal vivo nel tour 1999 l'esecuzione di questo brano era accompagnata dal violino di Giovanni Danieli, supporter del tour.
Citazioni
Ventimila leghe sopra i cieli / c'era un mondo con due grandi soli. / Quando il primo sole tramontava / c'era l'altro che si illuminava.
Era sempre giorno e sempre oggi / e non esistevano orologi. / Niente cominciava né finiva / tutto senza fretta trascorreva.
Gira contento / quel mondo che va senza tempo. / Gira cantando / però fuori tempo e stonando.
Noi di questo mondo a un solo sole / dove il tempo passa puntuale / forse abbiamo l'unico vantaggio / di sperare che è passato il peggio.
Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.
Streaming
Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.
L'ultima traccia degli album dei Pooh è quasi sempre una "non canzone", un brano che vuole raccontare momenti particolari o affrontare tematiche legate alla storia dell'uomo.
Nel caso di "Un posto felice", l'ultimo brano è un racconto di più scenari di un nuovo mondo e per rendere "reale" anche musicalmente questa atmosfera, i Pooh creano il brano che ha più cambi in assoluto di tonalità di tutta la loro discografia.
Non c'è una tonalità prevalente proprio perché ogni "momento" del brano è come se fosse un piccolo racconto a sé e di conseguenza si sviluppa in una tonalità propria che ne fa per l'appunto un "capitolo" all'interno del romanzo del brano.
"20.000 leghe sopra i cieli" parte con una delicatissima introduzione strumentale, affidata ad una chitarra acustica che si muove sugli accordi e che si appoggia su un "caldo" timbro di synth pad.
La tonalità di partenza è il LA Maggiore e così anche il primo momento, affidato al canto di Battaglia. Sotto il canto viene aggiunto un leggerissimo pattern ritmico elettronico, basato su strumenti percussivi leggeri come un mix di cabasa, shaker e tamburelli.
Il secondo momento, uguale al primo come tonalità, è cantato da Canzian; vengono aggiunti alcuni suoni di synth ed un timpano molto profondo, lontanissimo e molto riverberato, proprio per dare la profondità e un po' anche di magia al racconto.
Arriva il terzo momento e con esso la prima modulazione un tono sopra: la nuova tonalità è il SI Maggiore e il canto è affidato a Facchinetti. Si aggiunge al pattern ritmico un tamburello e la chitarra acustica crea uno strumming sugli accordi che però viene tenuto molto in sottofondo nel missaggio.
Il quarto momento modula due toni sotto: si passa in SOL Maggiore e il canto viene affidato a D'Orazio; il tamburello è ancora più continuo, insieme a nuovi suoni di synth.
Quando l'armonia arriva all'accordo di DO Maggiore, il brano passa in SI Maggiore per presentare il ponte in MI Maggiore; ponte di legame tra i vari momenti del brano.
Questo ponte, in MI Maggiore, non è nient'altro che un doppio passaggio costituito da cinque accordi maggiori: MI - SI - RE - LA - SI.
L'orecchio porterebbe quindi ad un nuovo momento in MI Maggiore ma invece ecco un'altra modulazione: dal SI, ultimo accordo del ponte, si sale di un tono in DO# e il "momento" viene cantato da Canzian e Facchinetti con un'armonizzazione in terza.
Dal DO# si passa, con un salto di due toni discendenti, al nuovo "momento" del brano in LA Maggiore, cantato da D'Orazio. In questo "momento" viene aggiunta anche la batteria vera, acustica.
Giunge quindi il secondo ponte di raccordo che stavolta però cade nella tonalità di FA# e di conseguenza i cinque accordi maggiori saranno FA# - DO# - MI - SI - DO#.
A questo punto il brano si ferma nello stesso accordo, DO#, e il momento diviene strumentale, con la melodia del canto interpretata da suoni di synth.
Il successivo momento diventa meno "pieno": si placa la ritmica, rimane solo qualche colpo di cassa, il charleston e il tamburello, torna il synth pad a creare l'atmosfera sonora e il canto viene affidato alla voce di Battaglia, in SOL# maggiore.
Alla fine di questo momento più delicato rientra la ritmica piena con un fill e il momento successivo dal SOL# maggiore passa direttamente in DO Maggiore. Questo momento del brano è nuovamente strumentale con la linea della melodia affidata alle tastiere.
Dopo un giro strumentale, senza altri cambi di tonalità, il momento finale viene affidato al canto corale dei quattro Pooh.
Il finale del brano alterna un giro strumentale affidato alla chitarra di Battaglia e al pianoforte di Facchinetti e uno corale, restando però sempre in DO Maggiore.
Alla fine dell'ultimo giro strumentale il brano si ferma in un pieno accordo di DO Maggiore.