Per noi che sogniamo

Siamo tutti come noi

Siamo tutti come noi è un brano dei Pooh del 1982 a tema introspettivo, scritto da Negrini e composto da Facchinetti.
Il brano è cantato da Facchinetti con cori.

Informazioni generali

Significato del testo

Il protagonista riflette sul rapporto con la gente che gli appare distante e incomprensibile. Poi, l'amore lo illumina e lo spinge ad aprirsi al mondo e a guardare con fiducia agli altri, imperfetti ma accomunati dalla ricerca di felicità.

Note e curiosità

  • Brano inedito inserito nel primo album live "Palasport" e mai inciso in versione studio.

Citazioni

  • Cambierò / tutti i colori di casa mia / né barricate né armi / vieni a chiamarmi qui.
  • Scoprirò / che se stai bene non piove mai / che quando deve scoppiarmi un pianto / son fatti miei.

Le citazioni dai testi sono visualizzate in base all'articolo 1 paragrafo 2 della legge 159 del 22 maggio 1993 che ne consente l'uso non a scopo di lucro per attività didattica, di studio e di ricerca.

Streaming

Il brano è disponibile nei principali servizi di streaming musicale ufficiali e un suo estratto può essere utilizzato nelle storie Whatsapp e Instagram.

Dettagli brano

Caratteristiche brano

Strumenti

StrumentoModelloNote
Basso
Batteria
Drum machine Roland CR-78
Chitarra elettrica
Percussioni
Sintetizzatore Oberheim OB-Xa

Analisi musicale

A cura di Dino Pizzuto

Nel 1982 i Pooh incidono il primo album live e in "Siamo tutti come noi" comincia per la prima volta a far capolino l'elettronica. Non è ancora uscito sul mercato il protocollo MIDI che sarà presentato al NAMM, la fiera mondiale degli strumenti musicali, nella sessione estiva del 1983. Ma i Pooh, precursori in Italia di tutte le nuove tecnologie in ambito musicale e scenografico, scelgono di iniziare "Siamo tutti come noi" con un pattern ritmico di due battute affidato alla CompuRhythm CR-78 della Roland. Il pattern in fondo è molto semplice, è formato solo da quattro suoni: un charleston che batte sugli ottavi, due suoni di tom uno più basso dell'altro che si muovono all'interno della suddivisione della battuta ed un legnetto che batte su alcuni ottavi sovrapponendosi al charleston. La novità sta nel fatto che questi suoni che si sentono per la prima volta sono "sintetizzati", una soluzione che nel panorama internazionale si cominciavano a sentire, soprattutto con Marving Gaye con il brano "Sexual healing" anch'esso del 1982. D'Orazio, visto che rimanere "fermo" seduto sulla batteria non avrebbe dato un'immagine corretta, arricchisce il pattern ritmico suonando le percussioni, dei blocks sonori. Le prima quattro battute si appoggiano su un suono di synth, anch'esso nuovo di zecca, l'Oberheim OB-Xa tenuto fisso sull'accordo di RE Maggiore da Facchinetti. Dopo queste prime quattro battute entra una magnifica chitarra elettrica che sostiene ritmicamente il brano muovendosi sulle note di RE-LA-RE su due ottave abbastanza basse, anche per dare più corpo sonoro al sound della canzone. Dopo altre quattro battute di intro con la chitarra elettrica, Facchinetti si muove sugli accordi di RE-MI Minore, FA# minore e SOL Maggiore andando avanti e indietro sul suo Oberheim. La prima strofa viene cantata da Facchinetti su questo ensemble sonoro, con la presenza anche del basso che suona sugli armonici ad un volume contenuto. La seconda strofa vede l'ingresso della cassa suonata da D'Orazio e del basso che comincia a tessere un fraseggio ad ottave sugli accordi del brano. E finalmente, con l'arrivo della terza strofa, D'Orazio aggiunge la batteria vera sovrapponendola al pattern ritmico elettronico. Dopo questa terza strofa il brano vira sul ritornello cantato in coro; la chitarra si muove su un fraseggio che risponde sempre alla frase della melodia per poi fondersi con la stessa alla fine del ritornello. La fine del ritornello riserva ancora una sorpresa, una modulazione semplice ma efficacissima. Al sopraggiungere dell'accordo di LA Maggiore, che dovrebbe portare ad un successivo momento in RE Maggiore (come la prima parte del ritornello), il brano invece, con il fatidico salto di terza minore ascendente, si posiziona su un DO Maggiore che in realtà c'entra poco con la tonalità successiva, il MI Maggiore. Facchinetti sfrutta due elementi. Il primo è il fatto che la nota DO sia cromaticamente vicina alla nota SI che è la dominante del MI Maggiore, per cui la modulazione all'orecchio appare dolce e quasi "normale". Il secondo è basato sul fatto che l'accordo di DO Maggiore è in realtà un rivolto dello stesso accordo che termina con la nota MI e questo aiuta l'ascoltatore ad abituarsi immediatamente alla nuova tonalità che è per l'appunto il MI Maggiore. Il brano quindi riparte con le stesse intro strumentali ma stavolta in MI Maggiore. Arriva ancora la nuova strofa che si ripete una sola volta e si arriva subito al ritornello sempre in MI Maggiore. Anche la progressione degli accordi di tutto il brano, una scala naturale sulla tonalità del brano (RE/MI - Mim/FA#m - di nuovo il RE o il MI ma con la terza al basso, il SOL/LA e il ritorno verso la tonica) dona alla canzone, sia nella strofa che nel ritornello, una sensazione di positività, di serenità, di quasi complicità anche "sonora" con chi sta suonando il brano sul palco. A questo punto torna ancora una volta, per otto battute, la parte strumentale che si era sentita sia all'inizio che durante il brano e il brano termina sul primo quarto della successiva nona battuta fermandosi di colpo.

Discografia

Album

Tour

Questo elenco non mostra i tour in cui un brano è stato usato solo come base iniziale e/o finale.

Collegamenti esterni