Viaggi
Viaggi è un brano strumentale dei Pooh del 2026 composto da Facchinetti.
Il brano è inedito, ossia non è stato pubblicato su un disco ufficiale.
Contenuti della scheda
Informazioni generali
Note e curiosità
- Si tratta di un brano nato per essere utilizzato come base iniziale e finale dei concerti per il sessantennale dei Pooh. Facchinetti lo ha composto pensando al viaggio che ha portato il complesso fino a oggi.
- Sebbene il titolo dichiarato non ufficialmente da Facchinetti fosse "Viaggi", a settembre 2026 il brano risulta depositato in SIAE come "Il viaggio" con nome alternativo "Il nostro viaggio".
Streaming
Il brano non è stato pubblicato ufficialmente, pertanto non può essere reso disponibile nei servizi di streaming musicale ufficiali.
Dettagli brano
- Anno: 2026 (altri del 2026)
- Inedito (altri inediti)
- ISWC: T-341.912.924-7 / 3419129247
- Musica:
Caratteristiche brano
- Strumentale: sì (simili)
- Tipo finale: netto
- Tonalità
- MI / E (simili)
- Tempo e BPM
- 4/4 ♩ = 98 (altri con questo BPM)
Analisi musicale
A cura di Dino Pizzuto
Il brano utilizzato come base iniziale dei concerti del 2026 è una composizione con cui Facchinetti vuole prendere per mano l'ascoltatore e condurlo attraverso il tempo.
Il titolo, "Viaggi", è quasi una sintesi perfetta di ciò che è accaduto in questi ultimi 60 anni.
Facchinetti sceglie un ritmo sempre uguale, creato da una batteria elettronica con un pattern che ricorda nelle prime 4 battute quello di "Siamo tutti come noi" e vede l'uso di suoni vintage come nelle batterie elettroniche degli anni Ottanta, ad esempio la TR-808 di Roland.
Dopo le prime 4 battute al pattern si aggiungono i suoni corposi di rullante e cassa ma l'incedere resta lento e maestoso.
È come se Facchinetti volesse in qualche modo rappresentare il tempo come un'entità maestosa, un vero e proprio orologio della vita che fa parte della nostra esistenza in modo quasi necessario.
il tempo scandito da quest'orologio non si può né fermare, né rallentare e neanche accelerare ma lo si può vestire e si può fare della propria vita, per l'appunto, un abito del tempo che passa.
E infatti Facchinetti, per rappresentare questo viaggio segnato dall'incedere del tempo, crea una melodia in MI con dei semplicissimi passaggi armonici di tre accordi: DO Maggiore, RE Maggiore e MI.
Il modo della tonalità, se Maggiore o Minore, viene solo "sfiorato" due volte: la prima quando da un MI4 si passa a un MI Minore, con una nota SOL naturale ben definita.
Ma in un secondo passaggio, dopo l'accordo di MI4, il modo della tonalità non viene definito, lasciando la terza nota dell'accordo non pronunciata, quasi ad indicare una possibilità lasciata al... destino.
Facchinetti, per illustrare il tema della melodia, usa un incedere quasi da marcia trionfale.
È quasi come se l'ascoltatore si trovasse davanti alla "Marcia trionfale dell'Aida" con un suono simile a dei fiati che "descrivono", per l'appunto, l'incedere del tempo.
Non è un'autocelebrazione, è più che altro la rappresentazione di un percorso che fino all'ultimo di questi 60 anni trascorsi è stato ricco di gratificazioni, di successi ma anche di dolorosissime perdite (il momento in cui la melodia si posa leggermente sull'accordo di MI Minore).
E per finire, Facchinetti ferma la sua macchina della musica in DO Maggiore, fermando il tempo e la melodia: l'ascoltatore viene quasi "adagiato" sulla nota MI sospesa... che è proprio la nota da cui lo stesso Facchinetti, sempre ancora fuori dalla scena, parte con l'inizio solo voce del brano "Banda nel vento".
Ed ecco che il viaggio può partire...
